Agricoltura – Vendemmia 2017, annata nera: produzione in calo del 25%

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Il 2017 sarà un’annata da dimenticare per i viticoltori: la produzione è calata del 25%. La causa? Un mix micidiale di fattori climatici: gelate primaverili e siccità estiva hanno causato la perdita di quintali di uva e una produzione di 15 milioni di ettolitri in meno rispetto al 2016

4 NOVEMBRE 2017

di Francesca Ceriani

MILANO – Le previsioni erano negative già a fine agosto quando, a solo una settimana dall’inizio dei raccolti, Assoenologi era stata costretta a rivedere al ribasso le stime sulla produzione. L’associazione dei professionisti del vino aveva parlato di raccolto “decimato” e ci ha visto giusto, purtroppo. Settembre e ottobre non hanno portato le tanto auspicate piogge e la situazione non ha fatto altro che peggiorare, segnando un trend negativo in tutta Italia.

Le perdite

I numeri parlano chiaro: la produzione, rispetto al 2016, è calata in media del 25%, toccando record negativi del 70% di perdite in alcune aziende e sono stati prodotti 15 milioni di ettolitri in meno. I dati del report definitivo sulla vendemmia 2017 sono stati diffusi da Assoenologi nei giorni scorsi sulla base dei dati elaborati dalle 17 sedi territoriali dell’associazione nazionale di categoria dei tecnici vitivinicoli. Con soli 38,9 milioni di ettolitri, la vendemmia di quest’anno si colloca tra quelle più scarse dal dopoguerra a oggi, superata solo da quella del 1947, quando si registrarono appena 36,4 milioni di ettolitri.

Le cause

La straordinaria ondata di caldo registrata quest’estate, iniziata in alcune regioni del Centro-sud già a maggio, ha messo a dura prova i vigneti, con i termometri che spesso hanno segnato i 40 gradi. Al Nord, invece, il caldo e gli improvvisi temporali, spesso accompagnati da forti grandinate, hanno compromesso la produzione. Il perdurare della siccità tra settembre e ottobre e le alte temperature di quest’autunno hanno definitivamente rovinato il raccolto, causando un ulteriore calo della produzione.

La qualità

Anche la qualità dei vini prodotti ne ha risentito; se tendenzialmente le uve, da un punto di vista sanitario, godevano di buona salute, in alcuni casi si sono registrati diversi livelli di maturazione anche all’interno di uno stesso vigneto, con grappoli a volte disidratati. La qualità, quindi, sarà abbastanza buona, anche se di livello inferiore rispetto agli anni scorsi.

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