All’assemblea contro la discarica di rifiuti speciali tra Casorezzo e Busto Garolfo, nel Milanese, i politici dicono ‘No’, ma lo fanno (quasi tutti) in campagna elettorale

26 DICEMBRE 2017

di Alessandro Boldrini

BUSTO GAROLFO (MILANO) – Un grande ‘No’ alla discarica tra Casorezzo e Busto Garolfo. È questo il messaggio che oltre 250 cittadini hanno voluto lanciare con la propria partecipazione all’assemblea pubblica di venerdì 15 dicembre, tenutasi nell’aula magna delle scuole di via Correggio a Busto, nel Milanese.

Le istituzioni

All’attesissimo incontro erano presenti, oltre ai membri del comitato antidiscarica, anche diversi sindaci della zona e alcuni ospiti ‘di pregio’, come: Carlo Borghetti, consigliere regionale del Partito Democratico; Fabrizio Cecchetti, vicepresidente del consiglio della Regione Lombardia; Arianna Censi, vicesindaco di Città Metropolitana e il deputato del Movimento 5 Stelle, Massimo De Rosa.

Le proteste

Dove c’è politica, si sa, c’è però anche polemica. A fare da cornice all’evento sono stati i diversi manifestanti che, muniti di striscioni e cartelli di protesta, hanno criticato il fatto che buona parte del palinsesto politico si sia interessata con colpevole ritardo a questo caso così delicato, strumentalizzando così la vicenda in vista dell’imminente campagna elettorale.

Il ‘No’ corale

Unanime, comunque, il dissenso da parte di tutte le forze politiche in campo nei confronti del progetto per la creazione di una discarica di rifiuti speciali all’interno del Parco del Roccolo. Progetto definito, senza mezzi termini, “una pirlata pazzesca” da Fabrizio Cecchetti. Anche il vicesindaco metropolitano, Arianna Censi, nonostante la strenua difesa dell’operato dei tecnici dell’ex ente provinciale, si è detta a favore della protesta promossa dai comitati e dalle amministrazioni comunali. Città Metropolitana di Milano e il sindaco Giuseppe Sala, comunque, non si costituiranno nel ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) perché “si tratta di una decisione che esula dalla politica e che deve prendere un giudice competente in materia”, spiega Censi.

M5S all’attacco

Scelta non condivisa però dalle opposizioni e soprattutto dal Movimento 5 Stelle, per il quale “Beppe Sala deve prendersi le sue responsabilità”, chiosa Massimo De Rosa. “Trovo assolutamente folle che, in Italia, un’azienda (il gruppo ‘Solter srl’, ndr) possa portare avanti un qualcosa che la politica e il popolo non vogliano – continua il deputato pentastellato – Io nel mio piccolo ho fatto il possibile per smuovere la situazione e portare Regione Lombardia e Città Metropolitana a intervenire, nonostante avessero dovuto fare qualcosa molto tempo prima!”

I dubbi sul futuro

Istituzioni che ora provano, dunque, a ‘mettere una pezza’ (per la verità un po’ tardiva) a questo delicato caso, con, ad esempio, la mozione presentata al Pirellone il 12 dicembre da Fabrizio Cecchetti, o la proposta di legge avanzata dal consigliere Pd Carlo Borghetti sulla tutela dei Plis (parchi locali di interesse sovracomunale) come il Parco del Roccolo. Iniziative che, secondo i più, sembrano destinate ad essere solo delle buone dichiarazioni d’intenti, visto che questa legislatura è ormai agli sgoccioli. Il futuro della cava è dunque rimandato al 2018.