VIDEO – Prometteva meraviglie, ma da un anno non va in Consiglio

Ad Arluno, nel Milanese, scoppia il caso dell’ex candidato sindaco Sara Gambini: in un video del 2014, in campagna elettorale, diceva: “Sono affezionata al mio paese, lo porto sempre nel cuore”. Peccato che da un anno non partecipi al consiglio comunale. E di dimettersi non ci pensa neppure

26 NOVEMBRE 2017

di Redazione

ARLUNO (MILANO) – L’ultima seduta consiliare ad Arluno, nel Milanese, ha affrontato lo spinoso caso di Sara Gambini, ex candidato sindaco della civica ‘AraLunae’ e dal 2014 consigliere d’opposizione. La quale però non si presenta in consiglio comunale dall’ottobre 2016, senza dare alcuna spiegazione.

Le promesse

In un video del 2014, in campagna elettorale, così si presentava Gambini: “Mi sono candidata al ruolo di sindaco, innanzitutto, perché sono arlunese (…) Sono molto legata ad Arluno. Ed è questo il motivo per cui ho deciso di scendere in campo: il mio affetto per Arluno, paese che ho sempre portato nel cuore”. E ancora: “Grazie alla mia esperienza penso di poter dare un concreto e valido contributo ai cittadini (…) Il nostro bilancio metterà al centro dell’attenzione il sociale, la scuola e il lavoro”. In 900 arlunesi si fidarono, votando Gambini e la sua lista civica. Oggi, di quelle promesse, cosa resta?

La protesta

A sollevare il caso è stata l’opposizione di centrodestra, radunata sotto le insegne di ‘ArlunoSì’, chiedendo al sindaco Pd, Moreno Agolli, un intervento in tal senso e accusando la maggioranza di avere convenienza a conservare lo stato attuale, perché così l’opposizione può contare, di fatto, su un consigliere in meno.

Il ‘trucchetto’

In realtà il sindaco si è detto infastidito della situazione e ha rivelato che alle ultime due convocazioni non sono arrivate giustificazioni da parte di Gambini. Per cui, come da regolamento, alla prossima scatterà il sollevamento dall’incarico e l’assenteista verrà dichiarata decaduta. Ma se, al contrario, arriverà una qualunque giustificazione, allora non ci sarà nulla da fare e nessuno potrà provare Gambini del suo incarico. E’ un vecchio ‘trucchetto’: basta autogiustificarsi per evitare la decadenza.

Il mistero

Ma perché Gambini, invece di prendere in giro i propri 900 elettori, non si dimette? Non certo per il gettone di presenza, che viene incassato solo a fronte della partecipazione al consiglio comunale. E allora, perché? Una delle ipotesi più accreditate chiama in causa il prestigio sociale che la carica di consigliere attribuisce a chi la ricopre. Insomma, fa sempre scena, anche in un curriculum lavorativo, potersene vantare.

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