Visita dell’assessore regionale alla Salute, Giulio Gallera, all’ospedale di Cuggiono, nel Milanese, per valutare il livello di efficienza: fioccano i complimenti

30 GENNAIO 2018

di Alessandro Boldrini

CUGGIONO (MILANO) – È stato un pomeriggio davvero particolare, quello dello scorso lunedì 29 gennaio, per gli addetti ai lavori dell’ospedale di Cuggiono, nel Milanese. A far visita alla struttura ospedaliera è stato infatti l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, accompagnato dal direttore generale dell’Asst (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) dell’Ovest-Milanese, Massimo Lombardo.

La riforma della cronicità

Gallera, impegnato da mesi in un lungo tour delle aziende ospedaliere lombarde, fa così tappa in quello che ammette essere “l’ultimo ospedale all’interno della Città Metropolitana di Milano che non avevo ancora visto e che da tempo volevo visitare”, per promuovere la recente riforma della Sanità lombarda sulla presa in carico dei malati affetti da patologie croniche, fortemente voluta dal governatore lombardo uscente, Roberto Maroni.

Gli elogi all’Asst

“Mi devo veramente complimentare – afferma l’assessore – Non avevo bisogno di conferme sulla qualità di questa Asst, che in molti ambiti, compreso quello delle cronicità, è riuscita a fare forse quello che ancora nessun altro ha fatto all’interno della Regione Lombardia. Siete una realtà straordinaria, che ha avuto la capacità di mettersi realmente al servizio delle comunità e di costruire una rete che sia in grado di offrire servizi sanitari di livello assoluto”. Parole di elogio, dunque, quelle spese da Gallera nei confronti del personale sanitario al lavoro all’interno della struttura cuggionese, che rappresenta così un importante punto di riferimento nella cura e nel trattamento dei malati cronici.

Le grandi novità

“Abbiamo cercato – commenta Lombardo – di creare una rete che sia in grado di collegare i principali plessi ospedalieri del nostro territorio (Legnano, Magenta e Cuggiono, ndr), mettendo così in relazione tra loro una squadra di professionisti che cerca ogni giorni di fare il meglio possibile per i nostri pazienti. Tra questi ci sono sicuramente anche le infermiere di comunità, figure professionali fondamentali per la presa in carico dei malati cronici, che nascono da un progetto in collaborazione tra noi e l’Università del Piemonte Orientale”.

Il salto di qualità

Figure strategiche e innovative, dunque, che rispondono alla necessità di affrontare dei temi fondamentali nel trattamento delle cronicità, come la prevenzione e l’educazione dei pazienti e delle loro famiglie. Il nuovo modello adottato dalla giunta regionale prevede infatti la presa in carico dei singoli pazienti, passando così “dalla cura al prendersi cura dei malati cronici”, continua Gallera. “Questa – conclude – non è stata un’idea partorita dalla sera alla mattina dal presidente Maroni, ma nasce da una serie di attività sperimentali sul territorio, che ci hanno fatto capire che saremmo stati in grado di fare un salto di qualità”.

I COMMENTI