Un sacerdote che litiga coi fedeli, l’altro che gli tiene bordone. E così, tra capricci e ripicche, salta lo spettacolo teatrale. Succede tra Arluno e Casorezzo, nel Milanese

3 GENNAIO 2018

di Alessandro Boldrini

CASOREZZO-ARLUNO (MILANO) – “Quando lo stupore è al suo apice, in quel momento non dubito più di nulla”, diceva il celebre drammaturgo francese Eugène Ionesco. E lo stupore sembra proprio essere arrivato al suo apice. Ha infatti dell’incredibile l’episodio accaduto ad Arluno, nel Milanese, dove la ‘Nuova Compagnia Teatrale’ della vicina Casorezzo si è prima vista concedere e poi negare il consenso per l’utilizzo del Cineteatro Sant’Ambrogio, senza un’apparente motivazione.

I fatti

Ma facciamo un passo indietro. Il tutto ha inizio intorno al mese di settembre, quando i responsabili della compagnia teatrale casorezzese (che non possono utilizzare la propria struttura, chiusa da anni) avviano i primi contatti con il gestore del cinema arlunese, per mettere in scena la prima dello spettacolo ‘La strana coppia’ di Neil Simon nel mese di novembre. “Abbiamo trovato gli accordi necessari per la nostra rappresentazione – spiega ai nostri microfoni una delle responsabili della compagnia – con il gestore del cineteatro, che ha fatto da intermediario tra noi e il parroco di Arluno (don Angelo Morelli, ndr), poiché l’immobile è di proprietà della Curia e quindi gestito dalla Parrocchia. Purtroppo però, a seguito dell’indisponibilità di alcuni attori, abbiamo dovuto chiedere che la rappresentazione venisse fatta slittare dopo Natale, scrivendo una lettera indirizzata a don Morelli.

Il rifiuto

A questo punto, con notevole sorpresa, – continua la donna – siamo stati rifiutati senza una valida motivazione e non ci è più stato concesso l’uso del teatro”. Un ‘No’ tanto categorico quanto inspiegabile, quello di don Angelo Morelli. Un ‘No’ che sembrerebbe insensato ma che, secondo i beninformati, avrebbe delle motivazioni ben precise, che andrebbero ricercate nella profonda amicizia che lega il parroco arlunese con quello di Casorezzo, don Eugenio Baio. Alcune fonti sostengono infatti che non corra buon sangue tra il prete casorezzese e la ‘Nuova Compagnia’, che negli anni passati si sono schierati nettamente contro la decisione del curato di far abbattere il Cineteatro San Giorgio, per far spazio alla costruzione del nuovo oratorio di Casorezzo.

Una ripicca?

Don Baio, confidando sull’amicizia con don Morelli, avrebbe quindi posto il suo ‘veto’ informale sullo spettacolo della compagnia teatrale casorezzese nella vicina Arluno. Una vicenda che ha dunque dell’incredibile, ma dalla quale entrambi i parroci si sono detti estranei. Don Angelo Morelli, contattato da Libera Stampa l’Altomilanese, ha infatti dichiarato: “Non è mai stato preso alcun tipo di accordo con la compagnia teatrale e di conseguenza non sono venuto meno a nessun patto. Comunque ritengo che ognuno sia libero di gestire le sue proprietà come meglio crede”. Anche il parroco di Casorezzo, don Eugenio Baio, contattato telefonicamente, ha negato ogni coinvolgimento nell’episodio con un netto “io non c’entro nulla”.

I dubbi

Qualcosa però, in questa bizzarra vicenda, non torna. Punto primo, perché il primo permesso fu accordato e il secondo no? Su questo le parole di don Angelo non sono state esaustive. Punto secondo, perché mai negare il cinema ai volontari di una compagnia di teatro che, da decenni, si esibiscono nelle parrocchie?