Cassazione – Se la moglie fa lo sciopero del sesso, tradire è lecito e naturale

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Secondo la Cassazione, se una moglie attua lo 'sciopero del sesso', viene meno ai doveri coniugali

Lei fa lo ‘sciopero del sesso’ e lui va con un’altra. Per la Cassazione non c’è abbandono del tetto coniugale, perché è la moglie a essere venuta meno ai propri doveri. Fa discutere il caso di una coppia di Pescara, una storia giudiziaria durata 16 anni

1 APRILE 2016

di Redazione

PESCARA – Non avevano più rapporti sessuali dal 2000. E il marito si è stancato: senza dire nulla ha abbandonato il tetto coniugale per andare a vivere con un’altra donna. La moglie così l’ha trascinato davanti ai giudici, ai quali ha raccontato tutte le presunte ‘colpe’ dell’uomo che aveva sposato: difetti, mancanze e le classiche cose di cui moglie e fidanzate si lamentano. Da ciò la decisione: un vero e proprio ‘sciopero del sesso’. E così dopo anni il caso dei coniugi di Pescara è finito davanti alla Corte di Cassazione. Che si è schierata dalla parte dell’uomo, assolvendolo sia dal pagamento delle spese (350 euro al mese) dopo la separazione sia dal reato di abbandono del tetto coniugale.

Doveri coniugali

Lo ‘sciopero del sesso’ era cominciato nel 2000, dopo la nascita del primo e unico figlio. Allora il marito, non sopportando più di andare in bianco, ha dato un occhio in giro e ha trovato una partner più disponibile, se n’è invaghito e, senza dire nulla, un bel giorno se n’è andato di casa. La per la Cassazione la colpa è della moglie, colpevole di “violazione dei doveri coniugali”. Che sono una cosa seria, perché non si capisce la ragione per cui una moglie dovrebbe prima ‘scioperare’ a letto e poi denunciare il marito. Qualcuno ha scritto, un po’ maliziosamente, che i giudici di Cassazione erano tutti uomini. E che, di conseguenza, sarebbero stati influenzati nella loro decisione. Che fossero tutti uomini è  vero, però in questo caso i membri della Suprema Corte sono stati soprattutto persone di buon senso.

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