Il Movimento Popolare Dignità e Lavoro scrive una lettera aperta al Sindaco di Magenta, Chiara Calati, chiedendo chiarezza sul futuro dell’area Novaceta

7 MARZO 2019

di Redazione

MAGENTA (MILANO) –Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del Movimento Popolare Dignità e Lavoro indirizzata al sindaco di Magenta, Chiara Calati. Sul numero in edicola venerdì 8 marzo potete trovare un approfondimento sul caso che ha scosso l’intera città.

Gentile Dott.ssa Calati,

sarà certamente a conoscenza dell’esito del processo Novaceta, il cui primo grado si è concluso con la condanna di ben 17 degli ex manager, ai quali sono state inflitte pene importanti.

Il Tribunale ha anche riconosciuto il danno non patrimoniale agli ex dipendenti che si erano costituiti parte civile. E’ stato, questo, un riconoscimento importante, che ha restituito dignità, sottratta, a quei lavoratori già dal lontanissimo 2003, allorché ‘barbari imprenditori’, mentre chiedevano alle istituzioni locali nuovi insediamenti produttivi sul territorio magentino, dall’altro programmavano immani speculazioni immobiliari.

Sarà certamente a conoscenza che, già in quel lontano 2004, una mozione, presentata dal sottoscritto in Consiglio Comunale, e passata all’unanimità vincolava a uso industriale, l’area Novaceta . Evidentemente, quell’impegno preso dall’allora amministrazione di Luca Del Gobbo, non fu sufficiente. Il progetto dei poteri forti era già partito, inarrestabile e distruttivo, nonostante decine di segnalazioni trasmesse dal gruppo del Movimento Popolare Dignità e Lavoro alle istituzioni locali, provinciali e regionali.

Nel corso di questi lunghissimi 16 anni, le amministrazioni che si sono succedute, non hanno valutato il danno enorme che si presentava, non solo alle famiglie dei dipendenti Novaceta ed al relativo indotto, ma anche il mancato reddito all’intera Comunità Magentina. In questi giorni, nel nostro Comune, leggiamo di commercianti disperati che sono costretti a chiudere le attività oppure a esercire in perdita. Ma come avrebbe potuto reggere l’economia locale se sul territorio venivano sottratte risorse enormi?

Mi permetto di fare un solo esempio: per ogni 1000 posti di lavoro, è venuto a mancare un gettito “vivo” di oltre 18.000.000,00 di euro l’anno, ovvero oltre 280.000.000,00 euro nel periodo 2003- 2019. Pensi che, nelle sole casse comunali, nel periodo, per ogni 1000 posti di lavoro, si è avuto un mancato versamento Irpef ,  0,87%,  di circa 2.500.000,00 euro.Il dato indicato è sottostimato, poiché, nel periodo, oltre a Novaceta, cessavano l’attività, o delocalizzavano, tantissime altre aziende, Bruno Romeo, Reno de Medici, Esab, Gaggi e, negli ultimi mesi, anche STF.

Nel frattempo, la politica e le istituzioni locali, davano il benvenuto ai ‘barbari imprenditori’, senza effettuare alcun controllo, concedevano (e concedono ancora adesso) licenze per decine di supermercati che, a loro volta, promettevano infrastrutture e posti di lavoro, per poi, come sta accadendo in questi giorni, licenziare decine di dipendenti sostituiti da casse automatiche o da “magazzinieri-robot”. Insomma, il profitto innanzitutto, per pochi, a discapito del lavoro e dell’esistenza di molti !

La sentenza del Tribunale di Milano del 18 febbraio contro i ‘manager’ Novaceta non lascia spazio a dubbi : chiudere le aziende per mettere in pista speculazioni enormi, così è stato e così sarà ancora se non si interviene immediatamente. Il territorio, ed in particolare le amministrazioni locali, dovrebbero dare spazio ad un avvenimento così importante. Dovrebbero cogliere l’occasione per meditare su quanto accaduto e studiare nuove metodologie per incentivare il lavoro, il lavoro, il lavoro!

Gli ex Lavoratori hanno condotto una lunghissima battaglia di civiltà, sul territorio, nel Comune di Magenta, hanno dato l’esempio di come battaglie giuste devono essere perseguite e condotte fino in fondo, nell’interesse di tutte e tutti. Una vittoria, unica, che da lustro alla nostra comunità, eppure, la sua amministrazione non ha speso ancora una sola parola. Crediamo che i molti impegni della giunta magentina rispettino una scala di priorità e attendiamo, con tranquillità, il nostro turno.

Crediamo, inoltre, che sia opportuno mettere a conoscenza i Cittadini in merito al futuro utilizzo degli ‘osceni deserti’ delle aree ex industriali e di quelle aree, invece verdi, ripulite e salvate dal degrado da volontari concittadini. E’ così difficile, Calati, dare una risposta e concederci un incontro?

Per il MPDL,

Mario De Luca

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