Calciopoli, fra gli imputati il giocatore legnanese Cristian Bertani (all’epoca nel Novara). Parla il suo avvocato

23 FEBBRAIO 2016

di Sara Riboldi

LEGNANO (MILANO) – C’è anche Cristian Bertani, calciatore legnanese all’epoca dei fatti in forza al Navora, nell’inchiesta del 2010 della Procura di Cremona, che ha iniziato a indagare su una partita della Cremonese a seguito di una denuncia da parte della stessa. Dalle indagini sarebbero emerse partite truccate, concordate e vendute attraverso le scommesse. Sotto indagine sono finiti calciatori, allenatori, dirigenti, arbitri. Solo per citare qualche esempio, Beppe Signori o il Ct della Nazionale italiana, Antonio Conte.

Calciopoli, il processo

La mole del processo, di cui si è tenuta l’altro giorno a Cremona la prima delle udienze preliminari, è enorme: sotto inchiesta 200 gare sospette, 50 arresti, 150 mila atti processuali, 1.000 dispositivi elettronici controllati, 104 imputati, più di 100 parti civili (fra le quali la Federcalcio). Al vertice dell’organizzazione  ci sarebbe un Thailandese, Thamrog Prachum (oggi latitante) e due Slavi reo confessi, Gecic e Ilievski. Secondo la pubblica accusa, i tre avrebbero messo in piedi un’associazione a delinquere finalizzata ad alterare i risultati delle partite, corrompendo appunto giocatori, arbitri e società sportive. Ora, dopo quattro anni, è partito il processo.

Le accuse della Procura a Cristian Bertani

Al giocatore legnanese trentacinquenne Cristian Bertani è contestata non solo la frode sportiva ma anche l’associazione a delinquere. Bertani ha già scontato in carcere quattro settimane di custodia cautelare ed è stato squalificato dalla Federcalcio per 4 anni e mezzo (I termini per la a squalifica scadranno ad agosto di quest’anno). Le partite che riguardano l’ex giocatore del Novara sono tre: la Chievo Novara del 2010, la Novara Ascoli del 2011 e la Novara Siena, sempre del 2011. All’epoca, Conte allenava proprio il Siena calcio. Gli è stata contestata all’inizio l’omessa denuncia per due partite: la Siena Novara (la stessa di Bertani) e  Albinoleffe-Siena. È solo per quest’ultima che la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Conte, facendo cadere l’accusa per la prima.

Parla l’avvocato Verdoliva: “Le accuse su Cristian Bertani si basano solo su dichiarazioni” 

“Bertani è stato accusato solo dall’ex giocatore della Cremonese, Carlo Gervasoni (anche lui di Legnano, ndr) – spiega l’avvocato Verdoliva – Nasce tutto dal fatto che Gervasoni ha rischiato un incidente stradale in quanto gli sarebbero state trovate nel sangue tracce di sonnifero che gli sarebbe stato somministrato da un suo compagno di squadra. Dopo questo episodio, accusa anche Bertani di aver truccato le partite, aiutando la Procura. La sua pena è stata così ridotta al minimo. Le accuse su Cristian Bertani si basano solo sulle dichiarazioni di Gervasoni. Non c’è un’intercettazione telefonica o una foto insieme agli Slavi che lo riguarda. Forse anche per la sua scelta di rimanere in silenzio, che comunque dovrebbe essere un diritto garantito dalla Costituzione – Bertani ha sulle spalle un’accusa pesante e ha perso un contratto con la Sampdoria”. Gervasoni ha patteggiato ma Bertani ha scelto di affrontare il dibattimento: “Siamo sicuri della nostra verità – sottolinea l’avvocato Verdoliva – Non ci sono riscontri esterni ma solo dichiarazioni. E poi, come avrebbe fatto ad agire da solo?”.

Cosa rischia Cristian Bertani?

Cristian Bertani, qualora dovesse essergli riconosciuta l’associazione a delinquere, rischia dai tre ai cinque anni di carcere. “Ritengo però – chiude Verdoliva – se faremo cadere l’accusa di associazione a delinquere, resterà solo la contestazione di frode sportiva e pertanto è presumibile pensare, visti i tempi della giustizia e la mole del processo, che si arriverà alla prescrizione”.