Ad Arluno, nel Milanese, un pensionato di 70 anni si invaghisce di una giovane barista, residente a Ossona. Fa appostamenti, la segue fino a casa e la trattiene per un braccio. Scatta l’allarme, assieme a una segnalazione-denuncia al Carabinieri

25 APRILE 2017

di Ersilio Mattioni

ARLUNO-OSSONA (MILANO) – Una battuta da dietro il bancone, un sorriso, un saluto affettuoso. Gesti che fanno parte della buona educazione e pure della cortesia (così si insegna ai dipendenti dei pubblici esercizi) che si utilizzano di norma con i clienti. E questo è ciò che ha fatto P.P. – una ragazza di 25 anni, residente a Ossona, dipendente di un bar di piazza del Popolo – nei confronti di A.M., 70 anni, pensionato e cliente dello stesso locale. Ma l’anziano deve aver frainteso la cortesia della giovane barista, al punto da invaghirsi di questa bella ragazza e credere persino di essere ricambiato.

Lo stalking

Le sue attenzioni nei confronti dalla 25enne sarebbero diventate di giorno in giorno più insistenti. Il pensionato sarebbe arrivato al punto di ‘studiare’ i turni delle bariste per capire quando la sua prediletta sarebbe stata in servizio, appostandosi infine in piazza per poterla intercettare all’uscita. In un caso la ragazza, dopo aver ascoltato le solite lamentele dell’anziano condite da fastidiose dichiarazioni d’amore, si sarebbe allontanata e sarebbe stata trattenuta da A.M. per un braccio. Un brutto gesto, che ha fatto scattare l’allarme. Perché un conto sono le parole, mentre un altro sono i fatti, in particolare se tali fatti si configurano come invasivi e molesti. La vita di P.P., con il passare delle settimane, sarebbe diventata impossibile. Non è bello andare a lavorare e, all’uscita, doversi guardare dalle attenzioni di un corteggiatore fastidioso.

La ‘piazzata’ e la segnalazione

L’anziano, avendo ormai perso la testa, si sarebbe spinto persino al punto di suonare il campanello di casa della giovane barista, in quel di Ossona. Ma come ha fatto a sapere dove abita la 25enne? Ha cercato l’indirizzo? L’ha seguita? Qualunque sia l’ipotesi, siamo in presenza di comportamenti che si configurano a tutti gli effetti come ‘stalking’. E infatti sarebbe partita una segnalazione-denuncia ai Carabinieri.

Il reato

Lo ‘stalking’, in Italia, è un reato introdotto pochi anni fa. Ed è normato dall’articolo 612 bis del codice penale sugli atti persecutori. E’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e consiste in “condotte reiterate, minacce o molestie” tali da cagionare “un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria”. Sembra esattamente il caso in oggetto, perché il codice penale aggiunge che il reato si configura anche quando la vittima sia costretta “ad alterare le proprie abitudini di vita”. Lo ‘stalking’ (termine inglese che significa “fare la posta alla preda”) viene però perseguito ed eventualmente punito solo su querela della persona offesa, la quale ha tempo sei mesi per denunciare il suo molestatore. Il consiglio degli esperti, alle donne in particolare, è quello di segnalare sempre gli atteggiamenti sospetti.