Ad Arluno, nel Milanese, un cittadino si accorge di essere spiato dal vicino di casa: intervengono i vigili, ma il fenomeno continua. Pronta denuncia ai Carabinieri

5 AGOSTO 2018

di Alessandro Boldrini

ARLUNO (MILANO) – “Mi sento spiato, questa è una violazione della mia privacy”. E’ questa la denuncia di un cittadino arlunese, che ha deciso di raccontare anonimamente ai microfoni di Libera Stampa l’Altomilanese il curioso episodio di cui è rimasto vittima negli ultimi giorni. “Da qualche tempo – racconta – sentivo uno strano ronzio fuori dalle finestre di casa. Ho controllato e ricontrollato senza però vedere nulla. All’inizio pensavo a qualche insetto, ma il rumore era troppo forte: mai mi sarei aspettato che si trattasse di un drone!”.

La scoperta

Era dunque un piccolo velivolo radiocomandato a infastidire l’ignaro cittadino arlunese, continuamente disturbato dal rumore proveniente fuori da casa. “Il fatto più grave è che la cosa non sia finita lì, ma sia andata avanti per un paio di giorni. Addirittura mi è capitato di essere seguito durante i miei spostamenti nel cortile di casa o di ritrovarmi faccia a faccia con il drone affacciandomi dalla finestra del bagno. La cosa peggiore, però, è quando mi sono accorto che sul drone era posizionata una piccola telecamera, con tanto di spia rossa accesa, quindi in fase di registrazione. E’ stato scioccante”. Una vera e propria lesione della privacy, insomma, per il residente arlunese, che ha così deciso di intensificare le ricerche, scoprendo infine l’origine del piccolo velivolo. “Dopo ore di osservazione e ricerche ho visto quel dannato aggeggio atterrare nella casa del mio vicino. Da lì ho capito tutto. Gli spioni esistono da sempre, ma mai mi sarei aspettato potessero arrivare a questo livello”. Esasperato, il cittadino ha così deciso di contattare la Polizia locale di Arluno, chiedendo un controllo.

La denuncia

“All’ennesima ‘visita indesiderata’ ho perso la pazienza e ho chiamato i vigili, chiedendo loro che facessero un giro di controllo per il quartiere. Poco dopo ho visto una macchina con 2 agenti passare per la mia via, ma non so cosa possano aver riscontrato”. Il tutto si sarebbe dovuto dunque concludere in quel momento secondo i piani del cittadino arlunese, ma così non è stato. “Credevo che il mio vicino avesse recepito il messaggio subito dopo la visita della Polizia municipale. Ma evidentemente non è così, visto che ho avuto a che fare ancora con quel maledetto drone anche nei giorni successivi. Ora, per fortuna, sembra essere tutto finito, visto che non si verificano più simili episodi da giorni”. Conclude, infine, l’arlunese con un avvertimento: “Se dovesse capitare ancora, però, sono pronto ad andare dai Carabinieri a denunciare il mio vicino per la lesione della mia privacy e di quella della mia famiglia”.

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