Cronaca – Rapinato il truffatore che voleva comprare il Legnano Calcio

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Marzio Buscaglia, l'imprenditore di Legnano due volte condannato per truffa.

Attimi di terrore per una nonna e la sua nipotina di pochi mesi, tenute in ostaggio per una ventina di minuti da una banda di rapinatori in una villetta di Legnano, nel Milanese, fino al rientro del padrone di casa, l’imprenditore condannato per truffa Marzio Buscaglia

6 DICEMBRE 2017

Attilio Mattioni

LEGNANO (MILANO) – Lunghi attimi di terrore per una nonna e la sua nipotina di pochi mesi, tenute in ostaggio per una ventina di minuti da una banda di rapinatori in una villetta di Legnano, nel Milanese, fino al rientro del padrone di casa. I delinquenti si sono introdotti nell’abitazione dell’impenditore Marzio Buscaglia, ex dirigente sportivo nell’ambito del calcio e finito nei guai qualche anno fa per una maxitruffa per forniture di gas e per un giro di bollette gonfiate, che gli sono costate altrettante condanne in primo grado.

I fatti

I malviventi, dopo aver immobilizzato nonna e bambina, hanno atteso che l’uomo rientrasse. Quando Buscaglia ha parcheggiato la sua Porsche nel giardino e ha aperto la porta di casa, si è trovato di fronte tre uomini armati di spranghe di ferro e con il viso coperto da passamontagna. La banda gli ha intimato di aprire la cassaforte, sempre tenendo sotto tiro la suocera e la neonata. A Buscaglia non è restato che obbedire e consegnare ai rapinatori 6 orologi Rolex, alcuni gioielli e contanti per diverse migliaia di euro.

La rapina e la fuga

Entrati in possesso del bottino, i tre sono fuggiti a bordo di un’auto parcheggiata poco lontano, facendo perdere le loro tracce. Il padrone, ancora sotto choc, ha subito chiamato la Polizia: in pochi minuti sono arrivate sul posto due pattuglie de commissariato cittadino, che hanno compiuto i primi rilievi. Le indagini sono condotte dal vicequestore Francesco Anelli.

L’ipotesi investigativa

La pista privilegiata sembrerebbe essere quella di una banda specializzata in rapine in villa, che negli ultimi mesi ha messo a segno diversi colpi nella zona. Buscaglia avrebbe riferito agli inquirenti che uno dei malviventi parlava italiano con un forte accento albanese.

Il passato

Gli inquirenti non scartano però l’ipotesi che l’aggressione possa essere collegata al passato di Buscaglia. Nel 2010, l’imprenditore, dopo una breve latitanza in Svizzera, venne arrestato con l’accusa di aver riciclato 755.000 euro nell’ambito di una maxitruffa legata a forniture di gas alla compagnia petrolifera Erg: al termine del processo, Buscaglia patteggiò 3 anni e 4 mesi di reclusione. Nel 2012, l’imprenditore legnanese, noto in città anche per un tentativo fallito di acquistare la squadra calcistica cittadina, finì nuovamente nei guai per una vicenda di bollette gonfiate ad Arese: anche il quel caso il processo si concluse con una pena patteggiata di 4 mesi e 50.000 euro di multa.

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