Accade a Mesero, nel Milanese, dove il Comune rilascia la nuova carte d’identità solo su appuntamento, ma non di sabato. Il sindaco prova a difendersi: “Non è colpa nostra”

26 NOVEMBRE 2018

di Riccardo Sala

MESERO (MILANO) – Nuove carte d’identità solo su appuntamento, sabati esclusi. E’ questo che si è sentito dire un cittadino di Mesero (in provincia di Milano) che poche settimane fa, nell’unico giorno che vede coincidere l’apertura degli uffici comunali e il riposo dal lavoro, ha chiesto un nuovo documento per il figlio. Niente da fare. Quel documento non si fa il sabato, meglio prendere uno (scomodissimo) appuntamento durante la settimana lavorativa per una procedura che fino a poco tempo fa richiedeva una fototessera e 10 minuti. La colpa, oltre che dei ‘soliti’ tempi tecnici degli uffici pubblici cittadini, è della tanto chiacchierata carta d’identità elettronica. Uno dei tanti casi in cui tecnologia e burocrazia non sempre vanno d’accordo.

La nuova carta d’identità elettronica

Dall’1 di ottobre, infatti, come da disposizioni di legge il Comune di Mesero ha implementato il nuovo sistema per l’emissione di certificati identificativi, obbligatorio per chi deve acquisire o rinnovare la carta d’identità. Il nuovo documento è simile a una carta di credito e conterrà, oltre alla foto e alle generalità della persona, anche l’impronta digitale. Il costo, dovuto principalmente ai metodi di analisi delle impronte, materiale e stampa, è di 22 euro, più di 4 volte in più della carta d’identità cartacea. Inoltre, proprio a causa della complessità di rilevare la traccia dei polpastrelli e della stampa su plastica, la procedura si rivela molto più lunga di quanto avveniva in passato. Fatto sta che il papà ‘rifiutato’ dalla sede comunale ha pubblicato le proprie rimostranze sui social network, non mancando di tirare una serie di frecciatine al sindaco e all’amministrazione.

Dura lex, sed lex

In effetti, il rifiuto di eseguire una procedura di routine il sabato e l’obbligo di fissare un appuntamento sembrano esagerati. Soprattutto nella misura in cui un cittadino dovesse necessitare con urgenza di un nuovo documento. Abbiamo sopposto ogni perplessità al sindaco Filippo Fusè, che risponde del lavoro degli uffici comunali: “Tutto gira intorno ai tempi più lunghi imposti dalla nuova procedura, che a volte impegna decine di minuti. La tessera viene poi inviata a casa per posta. L’obbligo dell’appuntamento, invece, è una decisione ministeriale e serve a evitare code chilometriche fuori dagli uffici comunali. Purtroppo questi disagi non sono colpa nostra”.

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