Vandali devastano i libri gratis al parco, progetto di Fondazione per Leggere e del Comune di Mesero, nel Milanese. Di notte, un gruppo di imbecilli accende un falò utilizzando romanzi e fumetti. L’assessore alla Cultura: “Bruciare il nostro patrimonio letterario è un crimine e rimanda a un passato terribile”

18 NOVEMBRE 2017

di Riccardo Sala

MESERO (MILANO) – I volumi del progetto ‘Scambio libri’ dati alle fiamme da un gruppo di vandali. L’increscioso episodio è accaduto a Mesero, nel Milanese, contro le opere messe a disposizione dalla Fondazione per Leggere e dai cittadini fuori da Parco Borsani, l’area verde più grande del paese.

Il rogo

Da settembre, infatti, sul cancello dell’oasi cittadina è presente una casetta di legno che custodisce libri per grandi e piccini liberamente disponibili ai frequentatori del parco. L’iniziativa ha avuto vita tranquilla fino a venerdì sera, quando un gruppo di ragazzini ha ben deciso di utilizzare romanzi e fumetti come carburante per un piccolo falò. A ritrovare i resti i frequentatori mattutini, che hanno rinvenuto libri strappati e bruciati, insieme ad accendini, pezzi di legno e bottiglie di birra vuote. Non regge alcuna scusa, che sia il freddo di questi giorni, l’alcool o la semplice voglia di trasgredire: l’episodio ha scioccato il paese per l’enorme mancanza di rispetto verso i beni pubblici, ma soprattutto per l’utilizzo di una pratica che evoca alcuni dei momenti più bui della storia dell’umanità. I vandali, per fortuna, hanno risparmiato qualche copia e la casetta, che non risulta essere stata vittima di danneggiamento o manomissione, evitando di interrompere del tutto il servizio di condivisione culturale nel parco del centro città.

L’indignazione

Indignato anche l’assessore alla Cultura di Mesero e fautore dell’iniziativa, Federico Scarioni: “Sono più dispiaciuto che arrabbiato, sia per la perdita di materiale da parte della comunità sia per l’azione di questi giovani concittadini. Tuttavia non me la sento di giudicare duramente i colpevoli: si tratta di una ragazzata, forse perpetrata senza ben calcolare le conseguenze materiali e morali”. Continua poi il membro della giunta: “Il fatto è però totalmente da condannare, e lo faccio in qualità di assessore alla Cultura, di collaboratore delle biblioteche del territorio e anche di scrittore. Bruciare il nostro patrimonio letterario, di qualunque natura sia, è crimine e rimanda a un passato terribile che impediva la libera circolazione della cultura e della conoscenza. Il commento che mi sento di fare, rivolgendomi ai colpevoli, è di riflettere sul gesto e di comprendere le ragioni profonde che può significare un’azione del genere. I libri non sono solo pezzi di carta e inchiostro, ma raccontano storie, testimonianze e fanno crescere le persone”. Termina poi Scarioni: “Per ultimo, mi piacerebbe che, nel futuro, qualcuno di loro impari dal madornale errore, appassionandosi alla letteratura e magari facendone il proprio mestiere”.