3 volte in arresto, 2 volte in carcere, 4 case sequestrate e i legami con la ‘ndrangheta: la straordinaria storia di un uomo nato e cresciuto a Parabiago, ma vissuto a Milano

23 GENNAIO 2019

di Lorenzo Rotella

PARABIAGO (MILANO) – Umberto Morlacchi, classe 1928, è un anziano poco noto a Parabiago, nel Milanese. Nato e cresciuto nella città della calzatura, si è trasferito a Milano per dedicarsi al business. Quello malsano, però. La Corte di Cassazione, lo scorso novembre, ha confermato al parabiaghese la condanna per i reati penali 644 (usura) e 132 (esercizio abusivo di attività finanziaria) per aver chiesto ad alcuni clienti il 200 per cento del denaro prestato tra il 2010 e il 2012 (40.000 euro a fronte dei 20.000 iniziali). Ma la storia di Morlacchi, che finora può dirsi conclusa, è a dir poco straordinaria. E vale la pena di raccontarla.

Uno stralcio della sentenza di Cassazione

I primi reati nel 1995: usura e 21 miliardi di lire non dichiarati

La prima apparizione di Morlacchi nel mondo dei media avviene su ‘Adnkronos’ il 23 ottobre 1995. Nel testo si riporta che il parabiaghese “concedeva prestiti a tassi che raggiungevano anche il 150 per cento” e per questo “è stato denunciato dalla Guardia di Finanza per usura, attività finanziaria abusiva e per non aver dichiarato 21 miliardi (di lire, ndr) di ricavi per le imposte dirette e 531 milioni (sempre di lire, ndr) per l’imposta sul valore aggiunto”. A denunciarlo fu il Gruppo di Sezioni del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Milano.

I legami con la ‘ndrangheta

Il è 22 agosto 2015 ‘Repubblica’ dedica un ampio articolo a Morlacchi: “E’ stato arrestato nel 2005 per usura, già finito dentro nel 1995 e nel 1996 con la stessa accusa ed è stato legato dagli inquirenti a uno dei membri della famiglia Paonessa, potente clan con mille ramificazioni nella provincia di Catanzaro”. Le persone si rivolgevano a lui “come un vero e proprio istituto di credito chiedendo prestiti. Lui chiedeva tassi d’interesse mostruosi, poi chiedeva in pegno immobili”. ‘Repubblica’ fa una rapida conta di immobili e preziosi a lui appartenuti: “Nel 2008 gli sono stati sequestrati beni per 15 milioni, tra cui 4 appartamenti a Milano, 3.300 lingotti d’argento, 73.000 pietre preziose grezze e lavorate e 557 quadri d’autore”. Uno dei suoi appartamenti è stato riqualificato ed è divenuto un negozio di vestiti realizzati con l’antica tecnica calabrese: ‘Cangiari’ (che in dialetto calabrese significa ‘cambiare’), una delle realtà della cooperativa antimafia ‘Goel’.

I beni sequestrati al 90enne Umberto Morlacchi

Il resoconto di una vita incredibile

E’ dunque questo l’identikit di un anziano parabiaghese dal turbolento passato e legato – stando agli inquirenti – al clan ‘ndranghetista Paonessa, attivo nel Catanzarese. In arresto tre volte, quattro immobili annoverati tra i beni sequestrati alla mafia nel database del Corriere della Sera, migliaia di pietre preziose, centinaia di quadri per un totale complessivo di 15 milioni di euro di beni confiscati. E in tutto questo, è andato in carcere solamente due volte: nel 1995 e nel 1996.

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