Lo storico edificio, a Cuggiono nel Milanese, vanta una storia (poco conosciuta) che lo rende un luogo unico. Da visitare, assolutamente

3 SETTEMBRE 2018

di Andrea Lovati

CUGGIONO (MILANO) – La cittadina di Cuggiono, in provincia di Milano, ha da sempre rivestito un ruolo fondamentale per la sua posizione vicina al capoluogo lombardo. Molte delle strutture presenti nel territorio comunale hanno una storia nascosta, che molti degli stessi abitanti ignorano. Una su tutte, la Villa che oggi ospita gli uffici comunali del paese, ovvero Villa Annoni. Situata in prossimità della Basilica di San Giorgio, nel corso degli anni è stata testimone di cambiamenti importanti anche per il paese stesso.

Le origini

L’edifico trae il suo nome dai primi proprietari, coloro che vollero la sua costruzione: i conti Annoni. Originari probabilmente dell’Alta Brianza, essi si dedicarono con successo alla mercatura e all’attività bancaria, ottenendo così una notevole agiatezza economica.  Nel 1676 la famiglia ottenne l’agognato titolo nobiliare, grazie a Carlo Annoni, nominato conte come regio feudatario di Cerro al Lambro. La storia degli Annoni si intreccia a quella di Cuggiono attraverso la figura di Gian Pietro Annoni che, verso la fine del settecento, era giunto in possesso di alcune case e terreni nella zona dell’odierna piazza 25 aprile e via Beolchi. Tuttavia, l’occasione per la costruzione della tenuta si presentò al successore di Gian Pietro, il figlio Alessandro, con l’acquisto di territori messi in vendita dalla Repubblica Cisalpina e Italiana (Napoleonica). Morto il 29 luglio 1825, a continuare la stirpe fu Francesco, nato dal matrimonio del padre con Leopoldina Cicogna Mozzoni. La famiglia Annoni si è da sempre contraddistinta per i sentimenti patriottici: nonostante infatti ricoprissero cariche importanti per il governo austriaco – Alessandro nel 1792 fu nominato ciambellano dell’imperatore austriaco– queste non hanno impedito che i rampolli della famiglia partecipassero ad eventi come le Cinque Giornate di Milano. Francesco Annoni fu difatti tra i 189 nobili colpiti dalla rappresaglia austriaca, che ha causato l’occupazione del parco della villa da parte di trecento soldati austriaci.

Villa Annoni

Questo importante progetto edilizio fu sviluppato in tre anni, dal 1806 al 1809: l’idea originaria fu di Leopoldo Pollack, famoso architetto di origini viennesi, a cui subentrò Giuseppe Zanoia a causa della morte del primo. Anche lo stesso Zanoia fu una personalità centrale del periodo tra la fine del settecento e l’inizio dell’Ottocento, a rimarcare il fatto che sia gli Annoni sia la stessa cittadina di Cuggiono poterono contare sull’intervento di personaggi illustri: l’architetto genovese fu professore d’architettura a Brera, architetto della Veneranda Fabbrica del Duomo, carica che mantenne fino al 1813. L’edificio venne progettato come villa di campagna, dove i conti Annoni avessero potuto trovare rifugio nei periodi estivi e ospitare parenti e amici: il luogo dove loro risiedevano si trovava infatti a Milano, presso il corso di Porta Romana. Villa Annoni ricalca il tipico schema delle ville lombarde di fine settecento, definito a “U”, nel quale si ha un corpo centrale sopraelevato e due corpi laterali di altezza inferiore che danno l’impressione di accogliere il visitatore all’interno del giardino centrale. Lo stile con cui si sviluppa l’edificio è tipicamente neoclassico, e lo si può chiaramente notare non solo dalle linee geometriche con cui si sviluppa l’edificio, ma anche dagli elementi interni alla villa e al parco stesso, che fanno riferimento alla mitologia greca e romana. Il Neoclassicismo trova la sua misura fondamentale proprio nelle linee geometriche e marcate; si tratta di una corrente artistica contrapposta allo stile tardo-barocco che, al contrario, fa della sua caratteristica principale l’esasperazione della misura.

L’interno della villa

La parte interna della maestosa abitazione si divide su due piani: diverse e degne di nota sono le varie sale di cui è composta la villa, ma alcune hanno un valore particolare, dovuto alla loro posizione o al loro contenuto. Le stanze principali del piano terra sono, come già precisato, espressione del neoclassicismo: una stanza, chiamata “Sala del Tempo” mostra sul soffitto le ore, le stagioni, i venti e altri simboli dello scorrere interminabile dei giorni; in questa sala gli elementi legati a questo tema hanno sembianze umane, secondo la visione greca e romana. L’inverno è rappresentato come un vecchio barbuto, l’autunno come un giovane dedito all’uva e al vino, la primavera come una giovane fanciulla vestita di verde, mentre l’estate come una signora vestita con colori caldi. Un’altra stanza che riflette molto bene lo stile della villa è quella definita “Sala dello Zodiaco”, che prende il suo nome proprio dai simboli zodiacali rappresentati sul soffitto: una particolarità della stanza in questione è rappresentata dalle lunette di raccordo tra le pareti e il soffitto stesso, che rappresentato in quattro atti la storia di Zeus, padre degli dei, dall’infanzia fino alla presa del potere contro il padre, il titano Crono. Al centro del suddetto soffitto si trova l’immagine di Zeus, maestoso sul trono mentre gli viene offerto da bere. La scelta di inserire all’interno della villa la storia di Zeus e legarla a quella della famiglia Annoni non è causale, ma serviva ad impressionare gli ospiti in visita e ad aggiungere lustro alla propria discendenza, collegandola a quella del più potente tra gli dei. Degna di nota al piano inferiore anche la cappella gentilizia: come ogni famiglia di origine e radici cristiane, non poteva mancare nell’edificio una sala consacrata al culto religioso. La stanza è dedicata a San Pietro – in onore di Gian Pietro Annoni- la cui effige è riconoscibile sulla vetrata a sinistra dell’altare presente nella cappella. Sulla destra un’altra vetrata è dedicata invece a San Paolo. Interessante il soffitto, al cui centro è possibile osservare una rappresentazione del Triregno: la Tiara papale formata da tre corone, che simboleggiano il potere del Papa: padre dei re, rettore del mondo e Vicario di Cristo. Dal 6 aprile 2014, dopo anni di saccheggi, la sala è tornata finalmente accessibile al pubblico.

Il piano superiore

Le stanze situate al piano superiore di Villa Annoni sono definite “del piano nobile”, dal momento che sono state le sale private della famiglia. Oggi i locali sono quasi interamente occupati dagli uffici comunali, perché dal 1979 la struttura fu acquisita dal comune cittadino. queste Le porte delle stanze sono in radica, originali dell’epoca, con alcuni cardini speciali che permettono alle stesse una chiusura senza impedimenti. Le sale con vista sul parco retrostante la villa sono affrescate: molto particolare l’attuale sala del sindaco, che doveva essere stata la stanza da letto dei conti Annoni; è l’unica sala del piano ad avere un’iconografia mitologica, e tutto il soffitto è decorato come una sorta di tendaggio che avvolge chi vi dormiva, con la rappresentazione di due figure pertinenti alla sfera del sonno. L’attribuzione non è certa, ma una si suppone possa essere Morfeo, il dio del sonno – poiché ha le ali e un inserto di papaveri sulla testa, come lo rappresenta l’iconografia classica- ma l’altra, che si prodiga in un gesto di silenzio con una mano sulla bocca, non può essere Ipno, padre di Morfeo, che viene solitamente accompagnato al figlio.

Il parco

Il giardino dell’edificio fu costruito successivamente rispetto alla villa, e si estende su una superficie di 23 ettari: si tratta del secondo parco recintato più grande della Lombardia, secondo solo al parco di Villa Reale di Monza, che è il quarto in Europa per dimensioni. All’interno del parco si possono ammirare parecchie specie di piante, molto esotiche e particolari, come l’acero giapponese presente nello spazio erboso vicino alla villa. Questo esemplare è molto raro, ed ha una struttura particolare, dal momento che si dirama a livello del terreno: questa conformazione particolare lo rende unico. Interessante anche il nome giapponese della pianta, ovvero Maicu Iacu, che vuol dire “pavone danzante“: questo appellativo deriva dalle foglie particolari e dalla forma dell’albero che ricordano la coda di un pavone. All’interno del giardino è possibile osservare un esemplare di Cedro del Libano molto antico, di circa 200 anni, registrato anche nel catalogo delle Piante Monumentali di Milano. Di notevole interesse artistico è il tempietto situato in fondo al parco, che è possibile osservare dall’entrata retrostante la villa: si tratta di una struttura in stile ionico a base circolare, edificata nel 1827 in onore di Alessandro Annoni, morto nel 1825. Non è per ora visitabile la Coffee House, ovvero la struttura dove i conti Annoni si trovavano per sorseggiare il caffè, bevanda molto di moda all’epoca. Si tratta di un edificio su due piani: in quello superiore la servitù preparava il caffè, mentre i conti lo bevevano al piano inferiore.

Le visite guidate

Oggi è possibile visitare le bellezze presenti nella Villa e nel parco, conoscere la sua storia, le curiosità e gli aneddoti grazie all’associazione “Guide Culturali di Cuggiono“, che da anni intrattengono numerosi visitatori con la loro esperienza, creando anche degli eventi a tema. Per chi fosse interessato ad organizzare una visita guidata, i recapiti per contattare il gruppo sono i seguenti:

  • email: guideculturali@gmail.com
  • telefono: 3405063598 attivo da Lunedì a Venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00
  • sito web: www.visitacuggiono.it

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