Cultura – Esce il ‘Diario di Anne Frank’ a fumetti, rivolto ai più piccoli

Diario Anne Frank a fumetti
Ari Folman e David Polonsky, 'Diario di Anne Frank' (Einaudi, traduzione Pignatti e Spediacci, pp. 150, 15 euro)

Esce il 15 settembre, edito da Einaudi, il ‘Diario di Anne Frank’ a fumetti. 70 anni dopo la prima pubblicazione, anche i ragazzi dai 12 anni in su potranno avvicinarsi a un testo così complesso e drammatico, necessario a preservare la memoria di uno dei periodi più bui della storia occidentale contemporanea: l’Olocausto

8 SETTEMBRE 2017

di Francesca Ceriani

MILANO – “Quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo”. La frase, incisa in trenta lingue su un monumento nel campo di concentramento di Dachau, ben rappresenta l’intento del nuovo graphic diary tratto da il ‘Diario di Anne Frank’ in uscita il 15 settembre in 50 Paesi: preservare l’interesse, soprattutto nelle nuove generazioni, verso la Shoah.

Il fumetto

Il libro, pensato per i ragazzi dai 12 anni in su, è stato presentato il 7 settembre a Parigi dall’editore francese Calmann Lévy e dagli autori, Ari Folman e il disegnatore israeliano David Polonsky, assieme al ‘Anne Frank Fonds’ creato dall’unico sopravvissuto ai campi di sterminio della famiglia Frank: il padre di Anne, Otto Frank. La versione a fumetti, la prima a essere autorizzata dalla fondazione, ripercorre fedelmente il racconto di Anne dei 743 giorni di clandestinità in cui la famiglia Frank (composta dal padre Otto, dalla madre Edith e dalla sorella maggiore di Anne, Margot) visse nascosta nella casa al numero 263 di Prinsengracht ad Amsterdam assieme ad altre quattro persone. Il testo, ovviamente ridotto rispetto al diario originale, è il frutto del lavoro di un team composto da storici, archivisti e traduttori che hanno aiutato Folman e Polonsky nella stesura della tavole.

La storia di Anne Frank

Annelies Marie Frank, detta Anne nasce il 12 giugno 1929 a Francoforte sul Meno. La salita al potere di Hitler spinge la famiglia Frank, come molte altre famiglie ebraiche, ad abbandonare la Germania; il padre, Otto, avvia un’attività imprenditoriale in Olanda, ad Amsterdam. Ma la guerra arriva anche lì quando, il 10 maggio 1940, le truppe tedesche occupano il Paese. A quel punto Otto allestisce un nascondiglio nella casa sul retro dell’edificio in Prinsengracht 263 che ospita la sua impresa. Dal 5 luglio 1942 la famiglia Frank, assieme alla famiglia Van Pels e al dentista Fritz Pfeffer, vivrà in clandestinità, nascosta nell’alloggio segreto. Ed è proprio durante questo periodo che Anne scriverà il suo diario, annotando ciò che avviene nell’alloggio. Il 4 agosto 1944 (l’ultima annotazione risale a pochi giorni prima) i clandestini dell’alloggio segreto vengono arrestati e deportati ad Auschwitz dopo essere passati per la sede centrale del Sicherheitsdienst, la polizia di sicurezza, il penitenziario e il campo di transito di Westerbork. Anne morirà nel campo di concentramento di Bergen-Belsen nel febbraio o marzo 1945. Il 25 giugno 1947 il diario viene pubblicato con il titolo “Het Achterhuis” (L’Alloggio segreto) in una tiratura di 3.000 copie.

Per non dimenticare

L’Olocausto sembra un ricordo lontano. Troppo lontano. I sopravvissuti allo sterminio perpetrato dalla dittatura nazista stanno, a poco a poco, lasciandoci. Ogni mezzo, allora, è utile per ridestare l’interesse, soprattutto nei giovani, verso un periodo storico che si tende sempre più a dimenticare, forse per esorcizzarne l’orrore. A questo serve il fumetto: a ricordare e a tramandare alle nuove generazioni queste atrocità, a rendere quel momento storico che sembra così tanto lontano da noi parte integrante della cultura del mondo perché possa scuotere le coscienze con il suo carico di dolore. Perché mai più si ripeta nella storia. E Anne Frank, una ragazzina di soli 16 anni, ha tanto da insegnarci. Una giovane donna che, nonostante la guerra e nonostante le condizioni in cui era costretta a vivere, scrisse sulle pagine del suo diario: “Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora”. Forse la frase più toccante di tutto il libro.

 

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