Lo storico palazzo ‘Camaóón’, costruito nel 1550 a Dairago, nel Milanese, è diventato sede della Pro Loco e accoglie le famiglie in difficoltà

29 DICEMBRE 2017

di Gloria Siri

DAIRAGO (MILANO) – E’ stato indetto un nuovo bando per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica gestiti dal Comune e da Aler Milano. Nell’attesa che venga formata la graduatoria, un fatto desta perplessità a proposito delle case popolari: gli appartamenti che l’amministrazione comunale destina alle famiglie con gravi difficoltà economiche sono stati costruiti all’interno del ‘Camaóón’, insigne palazzo ricco di storia e di affreschi.

La storia del Camaóón

La residenza fu costruita nel 1550 per opera del nobile Giovanni Francesco Casati sul territorio dell’antica domus magna dei Della Croce (di cui si conserva l’ampia cantina e resta ancora visibile lo stemma della famiglia sulla facciata dell’edificio). La storia dell’edificio è oscura e avvolta da misteri: la dimora fu il centro del terrore delle popolazioni locali, a causa della condotta dei suoi proprietari. Il nobile Casati e i suoi discendenti furono, infatti, denominati come i terribili ‘maghi’ del ‘Camaóón’. Secondo la tradizione popolare furono uomini crudeli che praticavano arti magiche, autori di scelleratezze e prepotenze contro la popolazione locale. Si narra che nel 1570 Casati venne accusato di praticare esorcismi e di spaventare le ragazze del posto, costrette a sporcarsi il volto di fuliggine per diventare meno attraenti ed evitare che il proprietario abusasse di loro.

Dalla famiglia Casati a proprietà comunale

Dopo che il palazzo e gli averi furono confiscati e venduti nel 1651 a Carlo Grassi, un latifondista di Busto Arsizio, l’immobile fu successivamente acquistato dalla famiglia Savio di Villa Cortese, dal 1726 al 1948. Dal 1979 il palazzo ‘Camaóón’ è divenuto monumento nazionale e di proprietà del Comune. A seguito dei recenti restauri, sulle pareti esterne restano parte degli affreschi risalenti al 1566, nei quali si legge il motto ‘forse che si, forse che no’ adottato da Vincenzo Gonzaga duca di Mantova.

Da sede del municipio a casa popolare

Al di là delle terribili vicende richiamate, questo palazzo non fu mai preservato come luogo storico d’interesse da parte delle amministrazioni comunali che si susseguirono: oltre quarant’anni fa venne indicato come sede del municipio e della biblioteca, ma allora la proposta fu bocciata. Diversamente, si decise di costruire degli alloggi popolari, attualmente tutti occupati dalle famiglie più bisognose e dalla Pro loco.

La sede della Pro loco

L’associazione ha ottenuto in comodato d’uso uno degli stabili comunali fin dalla sua fondazione nel 1996. A concedere l’immobile, in virtù di una convenzione, fu la precedente amministrazione di centrodestra, guidata dall’ex sindaco Pierangelo Paganini. Le motivazioni di questa scelta potrebbero essere legate ad una questione puramente logistica. Alla Pro loco, infatti, è sempre mancato uno spazio, dove poter svolgere le proprie attività. La situazione è rimasta invariata anche quando, il 31 gennaio 2016, è stata inaugurata in via Roma la ‘Casa delle associazioni’, in una villa confiscata alla mafia. In quell’occasione l’ex sindaco Paganini aveva proposto all’organizzazione locale di spostarsi nella nuova sede, ma i volontari hanno preferito rimanere nel prestigioso alloggio in centro per motivi logistici.