Droga – Candidato Forza Italia condannato per spaccio di cocaina

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Flavio Battaglioli, 26 anni, è stato candidato al consiglio comunale di Legnano alle elezioni del maggio 2017.

Flavio Battaglioli, 26 anni, è stato arrestato dai Carabinieri in  flagranza di reato. Il rampollo della Legnano ‘bene’, figlio di un ex assessore e aspirante avvocato, si era candidato lo scorso maggio al consiglio comunale nella lista di Forza Italia senza essere eletto, nonostante le 113 preferenze. In casa gli hanno trovato droga e soldi

5 AGOSTO 2017

di Ersilio Mattioni e Gloria Siri

LEGNANO (MILANO) – All’inizio sembra un arresto come tanti, un ragazzo di 26 anni con il vizietto della cocaina: un po’ da consumare, un po’ da spacciare. Così, quando lo scorso 23 luglio i Carabinieri della stazione di Cerro Maggiore ‘pizzicano’ l’ennesimo giovane pusher, la notizia finisce nelle pagine di cronaca senza particolare importanza. Oggi però si scoprono le generalità di quel ragazzo colto in flagranza, mentre consegna una bustina di cocaina. Si chiama Flavio Battaglioli, è un rampollo della Legnano ‘bene’, figlio di un ex assessore e candidato per un posto nel consiglio comunale della città del Carroccio alle elezioni del maggio 2017 nella lista di Forza Italia. Obiettivo mancato per un soffio, nonostante il buon risultato: 113 preferenze.

I fatti

I carabinieri, quella notte, entrano in azione con un tempismo perfetto, cogliendo il militante di Forza Italia sul fatto e arrestandolo. Subito dopo scattano le perquisizioni. Addosso a Battaglioli vengono trovate altre 4 dosi di droga (in totale circa 3 grammi) e da una successiva perquisizione, nell’appartamento dove il giovane vive solo, i militari scoprono 7 dosi di marijuana (circa 20 grammi) e 2.000 euro in contanti, soldi che per gli inquirenti provengono, verosimilmente, dall’illecito commercio di sostanze stupefacenti.

Il processo e la condanna

Il 26enne, arrestato per spaccio e detenzione illecita, viene processato al tribunale di Busto Arsizio per direttissima e su richiesta del Pubblico ministero, Nadia Calcaterrra, viene condannato a 6 mesi di reclusione con la condizionale, dopo aver patteggiato la pena. Battaglioli, durante l’udienza, riconosce sia di essere un consumatore saltuario di cocaina sia di vendere, ogni tanto, droga agli amici.

Domande senza risposta

Il Giudice, Sara Cipolla, gli domanda da chi acquista le sostanze stupefacenti, ma il candidato forzista fornisce soltanto un’indicazione generica: il ‘venditore’ sarebbe un uomo di origini stranieri, forse un magrebino, di cui Battaglioli non conosce il nome, mentre la ‘compravendita’ avverrebbe nel quartiere Mazzafame. Il Giudice chiede inoltre al 26enne perché, dopo l’arresto, il suo telefono cellulare non smetta un attimo di squillare. Chi lo cerca in continuazione? E per quale motivo? Ma la tesi – volta a dimostrare che quelle telefonate potrebbero arrivare da potenziali ‘clienti’ – non è suffragata dai fatti. Anche per questo motivo la pena, alla fine, sarà lieve.

Esame di Stato a rischio

Lieve, sì. Ma sufficiente per complicare la vita al rampollo della Legnano ‘bene’. Laurea magistrale in Giurisprudenza all’Università Bicocca di Milano, Battaglioli si appresta a sostenere l’esame di Stato per diventare un principe del foro, sulle orme del padre. Solo che questa condanna per spaccio fa partire in automatico una segnalazione all’ordine degli avvocati. Una macchia sulla fedina penale che si cancella in 5 anni e che, oggi, mette a rischio la possibilità di sostenere l’esame per l’abilitazione professionale.

Le reazioni politiche

Non è uno sconosciuto, il 26enne Battaglioli. Anzi, il suo nome è noto tra i frequentatori della ‘movida’ legnanese, perché lui stesso – che ha un impiego stagionale: è un maestro di sci – arrotonda lo stipendio lavorando come barista in uno dei locali più cool della città del Carroccio. A quanto pare, però, arrotonda le sue entrate anche in un altro modo: spacciando droga. Forza Italia, prima di candidarlo, non aveva avuto nessun sentore? I vertici del partito di Silvio Berlusconi si dicono “esterrefatti”, ma preferiscono non commentare. A parlare è invece il sindaco Gianbattista Fratus (Lega Nord), interpellato da Libera Stampa l’Altomilanese: “Ho appreso la notizia oggi (ieri per chi legge, ndr) e sono rimasto allibito. Forse è vero che non si conoscono mai abbastanza le persone, perché a me Battaglioli è sempre sembrato un ragazzo a posto. L’ho incontrato in campagna elettorale e conosco la sua famiglia da 15 anni. Non avrei mai detto che gli sarebbe successa una cosa del genere. A volte mi chiedo cosa passi nella testa dei mostri giovani”.

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