A Busto Garolfo, nel Milanese, una barista si fa portavoce dei negozianti del territorio e protesta per la tassa eccessiva: “Pago oltre 700 euro, qualcosa non torna”

10 GENNAIO 2018

di Lorenzo Rotella

BUSTO GAROLFO (MILANO) – Maxi stangata per gli esercizi commerciali di Busto Garolfo, che in questo periodo si sono ritrovati con un conto salatissimo da pagare. Si parla di Tari, la tariffa sui rifiuti che tiene conto di due tasse: quella fissa, che corrisponde alla grandezza del locale, e quella variabile, che corrisponde alla quantità di rifiuti da ritirare. Tirando le somme, sono molti i negozianti ad aver lamentato una bolletta vertiginosa. Tra questi, c’è anche la titolare del ‘Caffè del Corso’: aperta la tavola fredda a metà luglio, agli inizi di ottobre si è ritrovata da pagare la bellezza di 711 euro.

La barista: “711 euro? La tariffa non è normale”

La donna racconta la sua disavventura con la maxi bolletta da saldare: “Il 13 luglio ho aperto la mia attività a Busto Garolfo. Poi, all’inizio di ottobre ho ricevuto la stangata: 711 euro da pagare sull’unghia, compreso fino al 31 dicembre. Dovevo cioè pagare dei rifiuti che non avevo ancora prodotto. La cifra non mi tornava, così mi sono recata in Comune per parlare con i responsabili del Consorzio dei Navigli, che si occupa della gestione della Tari, i quali mi hanno detto rivolgermi all’assessore al Bilancio Andrea Milan. Ho dunque parlato con lui, ma mi ha confermato che la cifra era corretta. Sono riuscita a concordare comunque una rateizzazione, ma l’immensa bolletta non è toccata soltanto a noi. Altri commercianti stanno subendo questa situazione, e finora le loro proteste sono valse a poco. Sto puntando a creare un gruppo di negozianti per protestare, più voci sono meglio di una. Perché nonostante dicano che è tutto a posto, per me questa tariffa non è normale”.

734 negozi tassati

Le accuse della signora sono pesanti, ma è tuttavia opportuno fare chiarezza sulle quote Tari. Stando alla documentazione approvata in consiglio comunale lo scorso marzo, per il 2017, nel territorio di Busto Garolfo, erano previste 733 ‘utenze non domestiche’, cioè esercizi commerciali. Con il ‘Caffé del Corso’, si è arrivati al totale di 734 negozi, di cui 20 bar presenti in paese. Per questi ultimi, la quota fissa per metro quadro è di 9,1638 euro, mentre la variabile è di 4,7964 euro.

L’assessore al Bilancio: “Abbiamo proposto la rateizzazione”

Tuttavia, resta il dubbio sulla bolletta della caffetteria: da dove nasce quella cifra? L’assessore al Bilancio Andrea Milan tenta di chiarire: “Le tariffe sono corrette, rispecchiano il regolamento urbano e le leggi nazionali. L’unica cosa che potrebbe non tornare per la titolare del ‘Caffè del Corso’ è la metratura, misurata dal precedente proprietario. Gli uffici comunali stanno provvedendo a controllare. Nel frattempo abbiamo avanzato l’ipotesi della rateizzazione per quella bolletta”.