Il segretario reggente del Pd metropolitano ed ex vicesindaco di Magenta è in corsa per Montecitorio: “Premiati territorio e lavoro di squadra”

6 FEBBRAIO 2018

di Redazione

MAGENTA (MILANO) – E’ candidato numero 4 del listino plurinominale nella circoscrizione Lombardia 1. Una posizione più che dignitosa, che forse non basterà per farlo eleggere o forse sì. Una chance, in ogni caso, Paolo Razzano ce l’ha. Primo segretario del Pd a Magenta, ex vicesindaco, oggi consigliere d’opposizione e dirigente metropolitano del suo partito, Razzano nutre la passione per la ‘cosa pubblica’ da quando aveva i calzoni corti. E negli anni ha dimostrato di essere tra i più promettenti della politica territoriale.

Razzano, ci dica la verità: se l’aspettava questa candidatura?

“Sono grato a chi mi ha scelto e sono molto felice di affrontare questa campagna elettorale, anche perché la farò con i miei compagni di partito. Per questo ho scelto lo slogan ‘gioco di squadra’. E’ un onore per me e credo sia anche un riconoscimento del lavoro fatto sul territorio, non solo mio ma di tutto il circolo di Magenta. Sono al quarto posto, ho i piedi per terra e spingo chi sta sopra di me”.

Col vento di centrodestra che soffia in tutta Europa, con il Pd un po’ in crisi per colpe proprie e per ragioni indipendenti dalla propria volontà, come affronta questa durissima campagna elettorale?

“Analisi direi corretta. Sarà una sfida complicata e difficile, anche perché tutti ce l’hanno con il Pd, come se avessimo la responsabilità di tutti i mali italiani. Ma il mio atteggiamento non cambierà: pacato e propositivo. Il centrodestra e i ‘grillini’ fanno una campagna urlata e basata su promesse irrealizzabili; noi faremo proposte”.

Qual è la vostra forza?

“I candidati del territorio. Qui non ci sono paracadutati. Per esempio, tra Francesco Prina (impegnato nell’Est Ticino da sempre) e Michela Brambilla (che dalle nostre parti sarà passata mezza volta per sbaglio) c’è una certa differenza”.

Perché Silvio Berlusconi continua a esercitare un certo fascino sugli elettori?

“Perché non c’è alternativa. Nel centrodestra non esistono, al di fuori di lui, né leader né progetti politici. L’unica cosa che è stata prodotta in questi anni è la destra xenofoba di Matteo Salvini. E’ lui ad avere in mano le chiavi di una coalizione, nella quale i partiti alleati non sono d’accordo su nulla”.

Vi siete posti il problema del governo, se nessuno riuscirà ad avere una maggioranza in Parlamento?

“Beh, certamente sì. La legge elettorale si cala su un sistema frammentato. Eravamo abituati a centrodestra contro centrosinistra, mentre l’ascesa del Movimento 5 Stelle rende instabile il quadro e rende pure difficile, per tutti, raggiungere la maggioranza”.

E dunque che si fa, si torna al voto dopo tre mesi?

“Io confido che il Pd e i suoi alleati ce la facciamo e, d’altra parte, sono contrario ai pastrocchi. Ma di sicuro non si può lasciare l’Italia senza un governo. Abbiamo una credibilità internazionale da difendere e abbiamo anche risposte decisive da fornire ai cittadini, i quali le attendono da troppo tempo. Se fossi un parlamentare, lavorerei in questo senso”.

Dimenticando Magenta?

“Mai! Lunedì scorso, mentre si definivano le liste, sono andato a mangiare una amatriciana ed ero sereno, comunque fosse andata. Appena ho saputo della mia candidatura, però, sono tornato a Magenta, nel ‘mio’ circolo, con gli amici di mille battaglie. Volevo condividere quel momento con loro e, se sarò eletto, continuerò a impegnarmi per la mia città e per il mio territorio. Qui sono nato, qui sono cresciuto e vivo. Magenta è sempre nel mio cuore”.

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