La scelta di Mattarella di nominare Liliana Segre senatrice a vita è simbolica: nessuno tocchi valori come l’antirazzismo e l’antifascismo

27 GENNAIO 2018

di Francesca Ceriani

MILANO – “Parlare di razza bianca è da ignoranti”: queste le parole, durissime, della neo senatrice a vita, Liliana Segre, in riferimento alla frase pronunciata dal candidato governatore leghista per Regione Lombardia Attilio Fontana.

La nomina

A 80 anni dalle leggi razziali, la decisione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di nominare come senatrice a vita una sopravvissuta di Auschwitz, ha un valore simbolico e politico di grande rilievo; la sua nomina, infatti, simboleggia l’impossibilità di negoziare valori fondanti come l’antirazzismo e l’antifascismo, nonostante il tentativo (malcelato peraltro) di certe forze politiche di far leva proprio sull’odio e sulla paura del ‘diverso’. Liliana Segre, 88enne, sopravvissuta ad Auschwitz insieme ad altri 25 bambini italiani su 776 deportati nel lager, entra a Palazzo Madama “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”. Il suo impegno da senatrice, come lei stessa ha dichiarato, sarà quello di “tramandare la memoria, in linea con i valori della nostra Costituzione”, e di portare “voci ormai lontane che rischiano di perdersi nell’oblio. Le voci di quelle migliaia di italiani, – spiega – appartenenti alla piccola minoranza ebraica, che nel 1938 subirono l’umiliazione di essere degradati dalla Patria che amavano; che furono espulsi dalle scuole, dalle professioni, dalla società dei cittadini di serie A”.

La critica a Fontana

La nomina di Segre, quindi, suona come un doveroso tributo alla memoria, a ridosso della Giornata della Memoria, che si celebra il 27 gennaio, e in un momento storico in cui l’Italia e l’Europa sono attraversate da spinte particolaristiche e da chiusure verso chi viene percepito come ‘diverso’. E le parole del candidato Attilio Fontana (“Dobbiamo decidere se la nostra etnia, se la nostra razza bianca, se la nostra società deve continuare a esistere o se la nostra società deve essere cancellata”) rievocano momenti bui della storia, proprio quelli per cui Segre combatte da anni affinché non vengano dimenticati: “Ho trovato le dichiarazioni sulla razza bianca di grande ignoranza. Più che fare male a me – ha affermato la senatrice – fanno male a chi le ha dette”. Infine una speranza e un appello: “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”.

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