L’evento – Piazza ‘Falcone e Borsellino’: sarà inaugurata il 4 giugno

Ad Arconate – un Comune nel milanese – si inaugurerà il prossimo 4 giugno la piazza intitolata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per rendere omaggio ai due magistrati che hanno lottato contro la mafia a costo della loro vita. Una decisione presa dall’amministrazione comunale del sindaco Andrea Colombo, che rappresenta la condivisione dei valori di legalità e giustizia, nonché l’impegno civico a reagire contro la criminalità organizzata. In occasione della celebrazione sono stati organizzati due incontri.

27 MAGGIO 2017

di Gloria Siri

ARCONATE (MI) – Nel 25° anniversario dalla strage di Capaci sono stati organizzati due incontri per parlare di mafia e per ricordare Falcone e Borsellino, che sono il simbolo della lotta contro la mafia e che hanno sacrificato la propria vita per portare avanti il loro impegno in nome di forti ideali di legalità e giustizia. Queste iniziative, fortemente volute dall’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Colombo, preludono all’inaugurazione della piazza dedicata ai due magistrati antimafia, in programma il prossimo 4 giugno alle ore 16 e a cui parteciperà Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo.

Gli incontri con i cittadini

Il primo incontro con la cittadinanza si è tenuto nella serata di lunedì 22 maggio al centro pensionati. Sono intervenuti Ersilio Mattioni (caporedattore di ‘Libera Stampa L’Altomilanese’ e giornalista de ‘Il Fatto Quotidiano’) e Gian Antonio Girelli (presidente della Commissione Antimafia di Regione Lombardia). Nella mattinata di martedì 23 maggio ha avuto luogo il secondo incontro davanti agli studenti del liceo europeo di Arconate. Il preside della scuola Ermanno Puricelli ha introdotto il tema, rivolgendo ai giovani l’invito a partecipare all’inaugurazione della nuova piazza, “per poter dire che il liceo di Arconate è una scuola contro la mafia”. Dopo l’intervento del sindaco Andrea Colombo, la parola è passata ai relatori: Ersilio Mattioni ha descritto il fenomeno mafioso e ha ricostruito la vicenda, umana e giudiziaria, di Falcone e Borsellino; Carlo Stelluti, ex sindaco di Bollate, ha raccontato la sua esperienza personale di vittima caduta nel mirino della mafia e Renata Minnaja, assessore alla pubblica istruzione, che ha esortato i giovani a interessarsi maggiormente alla politica e alle istituzioni. È il primo passo da compiere per far crescere in sé la coscienza sociale e civile.

La storia di Stelluti, sindaco contro la mafia

L’ex sindaco di Bollate, Carlo Stelluti, è stato vittima di minacce e vessazioni da parte della ‘ndrangheta. I fatti accaduti durante il suo mandato sembrano scene di un film: auto incendiate durante consigli comunali, aziende e scuole devastate, scontri durissimi con esponenti della sua maggioranza e della sua giunta, continui cambi di assessori. Avvenimenti che hanno progressivamente condotto Stelluti verso l’isolamento. “Mi sentivo solo”, dice, ma ciò nonostante ha avuto il coraggio di resistere, di reagire denunciando ciò che stava accadendo sotto la sua amministrazione. È stato costretto negli anni a difendersi da denunce pretestuose, in processi che si sono sempre conclusi con la sua piena assoluzione. Una vicenda personale e giudiziale lunga e complessa, la sua, che lo ha profondamente segnato e da questa esperienza ne è uscito provato. Ma per lui si è aperto uno spiraglio di luce quando, leggendo le carte giudiziarie dell’inchiesta ‘Infinito’ (il più importante processo alla ‘ndrangheta condotto dalla Procura di Milano a carico delle ‘ndrine radicatesi in Lombardia, che si è concluso con 133 condanne definitive in Cassazione), gli è stato riconosciuto il merito di avere collaborato con la giustizia e lo stesso procuratore coordinatore della DDA di Milano, Ilda Bocassini, ha confermato la sua indisponibilità a dialogare con l’organizzazione mafiosa.

Mafia al nord: un pericolo dilagante

Dalla storia dell’ex primo cittadino di Bollate emerge un quadro preoccupante che mostra come la mafia si sia pesantemente infiltrata anche al nord, nel nostro tessuto sociale e sia strettamente connessa con la politica. Lo stesso comune milanese che Stelluti ha governato per cinque anni ospitava suo malgrado una delle “locali” mafiose più potenti della Lombardia, quella con a capo Vincenzo Mandalari, che è stato successivamente arrestato dopo qualche mese di latitanza. Ma l’atteggiamento dell’ex sindaco è esemplare, in quanto dimostra che si può resistere alla mafia, dicendo di no.

Arconate: un simbolo di legalità

L’amministrazione di Arconate che ha fatto della legalità una bandiera fin dalla campagna elettorale del 2014, si prepara dunque a inaugurare la piazza Falcone e Borsellino. È il primo e simbolico passo di una serie di iniziative che si svolgeranno, non solo per tenere viva la memoria del sacrificio dei due giudici, ma per concretizzare l’impegno antimafia nel rispetto della legalità e della giustizia, valori da infondere alla cittadinanza e in particolare ai più giovani.

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