Crociata di Lega e FdI contro l’uccisione degli animali per il festa islamica del sacrificio. Giusto, ma nessuno dice che anche gli allevamenti intensivi sono lager

23 AGOSTO 2018

di Ersilio Mattioni

MILANO – Ogni anno in Italia circa 500.000 animali (di cui 120.000 nella sola Lombardia) vengono uccisi in modo cruento per celebrare la festa islamica del Sacrificio, che terminerà sabato 25 agosto.

La Lega: “Festa da abolire per legge”

“Un vero e proprio ritorno al Medioevo, che andrebbe abolito per legge”, tuona il consigliere regionale della Lega, Silvia Scurati. Che spiega: “E’ un inno alla violenza, che va ben oltre l’aspetto religioso in un periodo in cui si fa tanto per tutelare gli animali. Auspico che ci sia la rivolta anche dei gruppi animalisti oltre a quella di tutte le persone di buon senso. Gli animali vengono fatti morire dissanguati nel ricordo del sacrificio di Abramo e Isacco. Alcuni anche in case private, senza nessun rispetto delle norme igieniche e sanitarie”.

Fratelli d’Italia: “Un animale va prima stordito e poi ucciso”

Anche Fratelli d’Italia, con il consigliere regionale Riccardo De Corato, va all’attacco: “Ieri, in provincia di Pavia, i carabinieri hanno trovato due carcasse di ovino senza testa appese fuori da un’abitazione privata. Due marocchini sono quindi stati denunciati per macellazione abusiva e i resti dei due animali sequestrati e distrutti. Di fronte a ciò, viene spontaneo chiedersi se le norme igienico-sanitarie relative alla macellazione domestica vengano rispettate dagli islamici. Infine, mi domando perché venga prevista in un’apposita postilla, all’articolo 4 comma 4 del regolamento europeo numero 1099/2009, l’esenzione dall’obbligo di stordimento dell’animale per la macellazione rituale. Il metodo di macellazione per sgozzamento senza stordire prima l’animale è infatti una pratica barbara e inutilmente crudele”.

Gli allevamenti lager

Viene da sorridere di fronte alle parole dell’esponente di Fratelli d’Italia, preoccupato non del fatto che gli animali soffrano, bensì del fatto che non vengano storditi prima di essere ammazzati. Eppure ogni anno, in Italia, senza festeggiare nessun sacrificio, si macellano 30 milioni di galline ovaiole e 520 milioni di polli; 11 milioni di maiali; 2,5 milioni di bovini; Su un totale di 600 milioni di animali che diventano cibo, solo l’1% è allevato in modo biologico. Il resto viene dagli allevamenti intensivi, veri e propri lager (come le inchieste di Essere Animali hanno più volte mostrato), dove la vita media di un animale viene ridotta ai minimi termini, affinché si possa produrre cibo nel tempo più breve possibile. Un maiale, per esempio, può campare 15 anni, ma viene macellato dopo 12 mesi; i bovini vivrebbero 20 anni, ma bastano 24 mesi per farli ingrassare e ammazzarli; ai polli e ai conigli servono fra i 40 e i 90 giorni per finire nei nostri piatti, ma 8-10 anni almeno.

Meno ipocrisia, più diritti

Allora vietiamo pure il Sacrificio islamico, che rappresenta una violenza gratuita su esseri viventi. Ma occupiamoci anche di quegli animali che hanno meno diritti di tutti. E se è più comodo non sapere da quali posti orribili arriva il nostro cibo, questo non cambia i fatti: negli allevamenti intensivi gli animali vengono di fatto imprigionati, non vedono mai la luce del giorno, non respirano mai l’aria fresca, ingrassano con mangimi power e fatto uccisi. Certo, prima vengono storditi (così De Corato è contento). Meno ipocrisia, per favore.

(Leggi l’inchiesta di FQ Millennium: il blitz negli allevamenti intensivi)

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