Treni, metropolitane, autostrade: ogni anno i cittadini subiscono l’ondata di rincari senza mai vedere un miglioramento del servizio

9 GENNAIO 2018

di Redazione

MILANO – L’ultima stangata, in ordine temporale, è quella annunciata dal sindaco di Milano, Beppe Sala, anche nel suo ruolo di capo della città metropolitana: dal 2019 il costo del biglietto Atm per i trasporti pubblici di Milano e hinterland aumenterà di 50 centesimi, arrivando così a 2 euro. Ma ad aumentare, negli ultimi due anni, è stato l’intero comparto della mobilità: dal trasporto pubblico su gomma e su rotaia fino alle autostrade. Eppure questi soldi non sono serviti per migliorare il servizio. Anzi, appaiono a tutti gli effetti una tassa mascherata, che forse non viene percepita perché si tratta di piccolissime cifre. Ma se l’aumento diventa annuale, prima o poi, anche il più placido dei cittadini perde la pazienza. Tanto più che la politica, al solito, si rimpalla le responsabilità: per il comune di Milano è colpa di Regione Lombardia che non ha stanziato risorse aggiuntive; per il Pirellone la colpa è del governo che ha taglia fondi agli enti locali. Destra e sinistra, da decenni, mandano in scena lo stesso copione: accusarsi e polemizzare, con l’intento di mandare tutto ‘in caciara’.

Mezzi pubblici Atm

Da 1,50 e 2 euro l’aumento previsto nel 2019 ma da decidere e votare subito, a febbraio. Milano balza in cima alla classica dei mezzi pubblici più costosi d’Italia: a Bari il metrò costa 90 centesimi, 1,10 euro a Napoli, 1,50 a Roma e Torino. “Il trasporto a Milano – spiega il sindaco Pd, Sala – costa 826 milioni l’anno, di questi 390 milioni vengono coperti da biglietti e abbonamenti. Il resto dovrebbe essere coperto dai contributi che il governo eroga attraverso la Regione, ma la Lombardia non è riuscita in questi anni a farsi riconoscere dal governo il dovuto”. C’è tempo un anno per convincere il governo ad allentare i cordoni della borsa. Nessuno è ottimista.

Treni ‘maledetti’

In perenne ritardo, quando non vengono soppressi. Senza considera che i convogli mattutini dei pendolari sembrano carri bestiame e senza considera neppure i numerosi guasti alle linee, che bloccano le carrozze per mezzora ogni volta. Non è una notizia, lo sappiamo: TreNord fa veramente pietà. Chi ha deciso, nell’ultimo decennio, di investire la maggioranza delle risorse nell’alta velocità, sia detto per la cronaca, andrebbe portato in piazza e preso a calci nel culo. E con lui tutti i politici che gli hanno dato retta. Intanto si scopre – perché era stato tenuto debitamente segreto – che Regione Lombardia ha deciso nel 2017 un aumento dei biglietti pari allo 0.93%, che sarà applicato nel 2018.

Autostrade d’oro

Maxi rincari in vista anche sulle autostrade lombarde: dalla Milano-Serravalle (che comprende tutte le tangenziali milanesi) alla Torino-Milano-Venezia, fino alla Teem, alla Pedemontana e alla Bre.Be.Mi. Gli aumenti, dall’inizio del 2018, vanno dal 2,74% al 13,91%. Una stangata senza precedenti, annunciata dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e applicata da Concessioni Autostrade Lombarde.

Raccolta firme

Uno stop all’aumento dei biglietti del trasporto pubblico locale a Milano e del biglietto unico integrato nell’area metropolitana milanese: è la proposta del Movimento 5 Stelle, che raccoglierà le firme in tutta la provincia. Per i ‘grillini’ “l’aumento del 33% del costo dei biglietti annunciati dal sindaco Sala è inaccettabile e da respingere al mittente. L’alternativa è rivedere totalmente il sistema tariffario a zone, in particolare per i comuni di prima fascia garantendo la tariffa unica con Milano città. Una scelta, questa, che favorirebbe un maggiore utilizzo dei mezzi e un miglioramento degli spostamenti, contribuendo a combattere l’inquinamento atmosferico e la congestione sulla rete stradale. Centinaia di migliaia di pendolari sono oggi costretti a usare l’auto proprio a causa della frammentazione tariffaria”. Segue stoccata finale di Dario Violi, candidato governatore M5S: “Evidentemente Sala ha seri problemi con i conti, visto che gli alberi di Expo li ha pagati 4 volte il loro prezzo con i soldi dei cittadini e non si rende conto che un aumento del costo dei biglietti del 33 per cento è un salasso che avrà ricadute pesanti sia sull’aria che respiriamo che sul portafoglio di cittadini già tartassati. Basta buttare miliardi di euro in opere inutili come Bre.Be.Mi o Pedemontana, bisogna iniziare a investire seriamente nel trasporto pubblico per migliorare la qualità delle vita di chi vive a Milano e in provincia”.