In città apre il primo negozio di marijuana legale, la politica si spacca tra favorevoli e contrari, ma il paese è chiamato a confrontarsi con questo nuovo fenomeno

6 NOVEMBRE 2018

di Andrea cattaneo

Magenta (Milano) Apre la “Boutique della Cannabis” un negozio 100 per cento legale che venderà prodotti derivati dalla canapa indiana. L’apertura è avvenuta sabato 3 novembre in via 4 novembre. Un piccolo negozio che in città ha già suscitato molta curiosità e anche qualche polemica con la politica divisa tra chi vede questa iniziativa come un’occasione di innovazione culturale e chi invece lo considera un primo passo verso la legalizzazione.

Dietro al nuovo negozio di canapa c’è molto di più, c’è la storia, il progetto e la passione di tre ragazzi Fabio, Andrea e Giuseppe che puntano molto su questa idea. Per realizzarla si sono appoggiati alla rete di negozi Hemp Hembassi, unico venditore in Italia di talee di cannabis. Si tratta di piantine, in tutto e per tutto identiche alla Marijuana, ma private del loro principio psicoattivo, il THC. Le infiorescenze non regaleranno momenti di sballo, ma le verdi pianticelle continueranno ad avere gli effetti positivi che, come è noto, la marijuana possiede. Un processo di selezione artificiale delle piante permette di mantenere il CBD, il principio attivo che porta gli effetti benefici, senza però gli effetti collaterali dello sballo. Questa la nuova frontiera aperta a Magenta. Non si tratta, soltanto di ‘erba da furmare’, ma anche di prodotti per il benessere del corpo con una linea di cosmesi e tisane.

Il progetto di tre ragazzi

“Crediamo in questo progetto perché rappresenta una novità importante” spiegano i ragazzi mentre sistemano le ultime cose in vista dell’inaugurazione. “C’è tanta curiosità tra la gente e questo è un settore in crescita – proseguono Fabio e Andrea che aggiungono – Chi ha timori o dubbi può venire a trovarci così potremo spiegare loro di cosa davvero si tratta, il mondo e la cultura che c’è dietro alle apparenze. A spaventare è forse il Thc, ma qui non ce n’è e il Cdb non ha effetto sulla mente, ma ha molti benefici, per esempio, può essere usato come antidolorifico naturale”. Un’avventura che inizia, ma che già guarda avanti: “Pensiamo di crescere e di inserire presto anche prodotti alimentari a base di canapa”.

Proibizionismo

La politica si spacca: fronti contrapposti tra chi contesta l’apertura di negozi di canapa legale e si schiera contro la legalizzazione delle droghe leggere e chi invece vede in questo la possibilità di garantire maggior tutela ai consumatori e la possibilità di contrastare la criminalità che gestisce lo spaccio. Tra i sostenitori del ‘No’ ci sono il consigliere di opposizione Silvia Minardi e il vicesindaco di Magenta Simone Gelli. Minardi ironizza, ma è categorica: “Faccio una battuta, a Magenta le attività commerciali continuano a chiudere, ma questi tipi di negozi invece aprono. Credo sia un segno di sconfitta, senza contare che il negozio si trova non molto lontano dalle scuole”. Differente il punto di vista di Gelli che comunque chiude le porte alla liberalizzazione: “So quali sono gli effetti su mente e corpo di queste sostanze e per questo sono contrario alla loro legalizzazione. L’unica eccezione è quella per uso medico. Sono contrario all’apertura di questi negozi, ma loro hanno tutti i permessi e le regole vanno rispettate anche quando non piacciono”.

Verso la legalizzazione

Diverso il ragionamento fatto dal capogruppo del Pd Enzo Salvaggio: “Non ne consiglierei certo l’utilizzo, bisogna però fare i conti con una realtà dove non basta vietare, il divieto oggi è fallimentare su più fronti. Dobbiamo volere bene alle future generazioni e il semplice proibizionismo non basta anzi è controproducente. Vanno contenuti i danni dell’utilizzo, troppo diffuso fra i più giovani. Il mercato è in mano alla criminalità, servono interventi legislativi che lo regolamentino”. A Salvaggio fa eco Manuel Vulcano ex consigliere comunale: “Personalmente sono contrario all’uso di droghe, ma ritengo ipocrita una crociata contro l’apertura di un negozio che vende prodotti a base di cannabis. Prima di questi negozi la cannabis è stata un’esclusiva del mercato illegale che arricchisce la mafia. Inoltre la provenienza, la qualità ed il livello del THC sono garantite dal negozio in cui sono vendute, evitando i rischi ai quali si espone chi compra illegalmente. Il proibizionismo si è sempre rivelato inutile ed inefficace”.

Sul prossimo numero di Libera Stampa L’Altomilanese, in edicola da venerdì 9 novembre, i nostri lettori potranno trovare un approfondimento sul tema della legalizzazione delle droghe leggere, con le opinioni in merito di tutti i sindaci del territorio.

 

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