L’idea – Navigli navigabili, l’idrovia più lunga d’Europa: il progetto

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Il presidente di 'Riaprire i Navigli', Roberto Biscardini, assieme a Fabrizio Cecchetti e Matteo Salvini

Passa al Pirellone la mozione di Fabrizio Cecchetti (Lega), primo passo per realizzare l’idrovia più lunga d’Europa. Anche Matteo Salvini in campo. Ora l’associazione ‘Riaprire i Navigli’, presieduta dall’ex senatore socialista Roberto Biscardini, ci crede. Pronto il progetto da 400 milioni, elaborato dal Politecnico di Milano

20 AGOSTO 2017

di Ersilio Mattioni

MILANO – “Con questa iniziativa vogliamo far spiccare il volo a Milano e a tutta la Lombardia. Riaprire i Navigli è una sfida che vogliamo giocare fino in fondo: significa rendere Milano ancora più bella e attrattiva, proiettarla verso il futuro, disegnare nuovi spazi urbani e paesaggi, favorire nuove opportunità di lavoro per tutti i lombardi. Tutto ciò sarebbe possibile solo con un quinto dei soldi usati per l’Expo, circa 400 milioni di euro che verranno messi in gran parte da privati tramite project financing. Noi ci crediamo e siamo pronti”. E’ ottimista ed è entusiasta, il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord), che ha depositato una mozione al Pirellone in cui si chiede al presidente Roberto Maroni di “avviare un accordo di programma con il comune di Milano al fine di arrivare alla totale riapertura dei Navigli lombardi, individuandola come opera strategica dei futuri assetti urbanistici della città e dell’intera Regione Lombardia”.

Primo sì di Regione Lombardia

Mozione che ha già ricevuto il via libera del parlamentino lombardo. L’iniziativa, che gode anche dell’appoggio politico del Carroccio – il cui leader, Matteo Salvini, si è speso in prima persona a favore dell’ambizioso progetto – nasce anche grazie all’associazione ‘Riaprire i Navigli’, presieduta dall’ex senatore socialista Roberto Biscardini. “Questo progetto – spiega Cecchetti – ha una valenza che supera i confini di Milano, perché vuol dire riattivare completamente i Navigli lombardi. Stiamo parlando del più grande sistema di vie d’acqua d’Europa in un territorio di rara bellezza: sarà possibile navigare dal lago di Como fino al lago Maggiore, oppure da Locarno fino a Venezia passando per il centro di Milano. Un’occasione unica per attrarre turisti, creare posti di lavoro e riorganizzare il nostro territorio anche dal punto di vista del traffico proiettandolo verso il futuro”.

Un progetto da 400 milioni

Certo, 400 milioni non sono pochi. Ma non sono neppure una cifra esagerata, se si pensa alla portata dell’iniziativa. Ora però bisogna mettersi al lavoro. Tanto che Cecchetti, promotore e grande sostenitore della riapertura dei Navigli milanesi, chiosa: “Crediamo che la Regione e il Comune debbano sedersi attorno a un tavolo e iniziare a gettare concretamente le basi per questo grande progetto che farà di Milano una delle metropoli più belle e affascinanti del mondo intero”. Un appello esplicito ad accorciare i tempi, anche perché la fase progettuale – curata da docenti del Politecnico di Milano – è in fase avanzata. In altre parole, tocca alla politica fare in modo che si passi dalle buone intenzioni ai fatti. Se gli impegni verranno mantenuti, il percorso potrebbe avere inizio già dopo l’estate, per concludersi nel giro di qualche anno. A settembre vi presenteremo il progetto completo, con il tracciato di quella che sembra destinata a essere una delle idrovie più lunghe d’Europa.

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