Sesso – Parola alle donne: ciò che gli uomini devono sapere sull’orgasmo

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L'orgasmo femminile è tra gli argomenti più discussi e meno studiati

Orgasmo e dintorni, con il dibattito sempre vivo sull’esistenza del punto G. Per capirne di più, ecco il nuovo studio Kinsey: sondati i gusti oltre 2.000 donne americane. Rivelazioni sorprendenti. Per gli uomini un’altra lezione da imparare, soprattutto per quelli un po’ troppo distratti

26 APRILE 2016

di Redazione

INDIANA (USA) – L’orgasmo femminile è uno degli argomenti più dibattiti e meno studiati. Fino in fondo gli uomini non ne hanno ancora colto né il significato né l’essenza, mentre proseguono imperterrite le discussioni sul punto G, il ‘bottone’ del piacere. Esiste? Non esiste? E’ solo suggestione? E poi, ancora sull’orgasmo, dibattiti infiniti su quello differenza tra quello vaginale e quello clitorideo. Eppure, in mezzo a fiumi di parole e di inchiostro, non esistono ricerche scientifiche che affrontino il tema del piacere femminile da un fondamentale punto di vista. Cioè: quali sono le tecniche migliori per ottenerlo? Esiste una variegata letteratura popolare, ma si tratta generalmente di decaloghi scritti dagli uomini per gli uomini, incentrati sulla penetrazione e dove l’obiettivo è soprattutto il piacere del maschio. Siamo fuori strada.

La ricerca made in Usa

Ora però un team di studiose dell’Università dell’Indiana ha deciso che era ora di indagare seriamente sull’orgasmo femminile, di analizzare e confrontare le tecniche più usate per raggiungerlo e di condividere queste scoperte con tutte le persone (uomini e donne, single o in coppia, etero o omosessuali) interessate a saperne di più. Così, guidato da Debby Herbenick, ricercatrice all’Università dell’Indiana e al Kinsey Institute for Sex Research in Sex, Gender and Reproduction (e stiamo parlando proprio del celebre Rapporto Kinsey del ’53), il gruppo di ricerca ha condotto la più ampia indagine mai svolta finora sul piacere femminile e sui modi più diffusi per procurarselo. L’Omgynes Study of Women’s Sexual Pleasure ha sondato 2.000a donne di età compresa tra i 18 e i 90 anni, che hanno raccontato, spiegato, descritto nei dettagli i diversi modi in cui amano praticare il sesso, da sole o in compagnia. A questa prima esplorazione ha fatto seguito una seconda indagine su un campione rappresentativo di oltre 1.000 donne. I risultati sono stati ora raccolti e pubblicati nel sito di Omgyes: 47 brevi video-interviste e 11 video interattivi per dispositivi portatili, grazie ai quali esplorare la propria sessualità per tentativi ed errori, ricevendo feedback immediati dal sistema.

Le scoperte

Indipendentemente dall’età e dalla provenienza geografica, le donne utilizzano tecniche molto simili. Quello che manca alle donne, innanzitutto, è anche un linguaggio esplicito (non per forza volgare, ma anche) per raccontare cosa si desidera dal partner o come si fa per raggiungere il piacere. E poi, spunta ‘edging’, ovvero il mantenersi sul filo dell’eccitazione, interrompendo la masturbazione poco prima dell’orgasmo per poi ricominciare: lo praticano 6,5 donne su 10. Ancora, c’è chi si concentra sul ritmo dei movimenti (8 donne su 10), chi preferisce movimenti circolari (8 donne su 10), chi invece si concentra su una specifica parte del movimento (‘accenting’, lo fanno 4 donne su 10). Insomma, Nuovi termini per descrivere e condividere esperienze antichissime, perché “non avere le parole giuste rende tutto più difficile: è come cucinare una nuova ricetta senza conoscere le dosi oppure ordinare da un ricco menù dove i piatti hanno tutti lo stesso nome”.

Le parole sono importanti

Già, le parole sono importanti. Le donne che sono in grado di parlare di ciò che rende il sesso piacevole (e di farsi capire) vivono relazioni otto volte più soddisfacenti di quelle che non sanno come dirlo o hanno al fianco partner un po’ distratti, poco ricettivi e per concentrati perlopiù sul proprio piacere. Di solito, prima o poi, diventano cornuti.

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