Si è svolta a Legnano, nel Milanese, la serata in memoria di Sergio Ramelli, il giovane fascista ucciso dall’estrema sinistra: sala blindata dalle forze dell’ordine

18 GENNAIO 2018

di Daniele Pascale

LEGNANO (MILANO) – Alla fine sono arrivati in duecento per commemorare Sergio Ramelli. E’ andata così, mercoledì 17 gennaio, nella sala del Palace Hotel di Legnano, nel Milanese. Una sala colma per ricordare il giovane fascista ucciso a Milano, appena maggiorenne, da alcuni militanti della sinistra estrema a metà degli anni Settanta.

La serata: un fumetto per raccontare Ramelli

Un evento, questo, che ha acceso gli animi di tutti. Soprattutto a sinistra. Se non altro perché, a organizzarlo, ci ha pensato la sezione legnanese di Fratelli d’Italia insieme al movimento di estrema destra Lealtà e Azione. Movimento, questo, piuttosto chiacchierato per le sue simpatie in odore di nazismo. Nel corso della serata è stato presentato il fumetto ‘Sergio Ramelli, quando uccidere un fascista non era reato’. Una graphic novel per raccontare una delle storie drammatiche degli ‘Anni di piombo’.

Le dichiarazioni: “Da sinistra solo vergogna”

Inizialmente, tra una polemica e l’altra, la serata si sarebbe dovuta svolgere nella sala conferenze di Palazzo Leone da Perego. Ma all’ultimo momento, gli organizzatori, hanno scelto il Palace Hotel. Ma attenzione: una scelta tecnica questa, non politica.  “Ci siamo spostati al Palace perché gli spazi sono più ampi, al Palazzo Leone da Perego non ci stavamo tutti – ci spiega Maira Cacucci, assessore alla sicurezza di Legnano e esponente di FdI -. Alcuni hanno sostenuto che ci siamo spostati qui perché il sindaco Giambattista Fratus avesse revocato il permesso della sala pubblica, viste le polemiche che ci sono state. Non è vero niente. Nessuno ha revocato i permessi. Sono venute alla serata ben duecento persone, dall’altra parte c’erano solo novanta posti”. E probabilmente Fratus, sindaco leghista al governo proprio con FdI, di revocare il permesso della sala non ci ha nemmeno pensato. Ma l’assessore è entrata anche nel merito delle polemiche dei giorni scorsi. Da sinistra, infatti, è arrivata la richiesta di annullare l’evento. “Penso che tutto questo sia vergognoso – ci spiega Cacucci -. Stiamo parlando di commemorare un giovane che è morto all’interno di un contesto complicato. Cosa c’è di scandaloso? Solo una parola: vergogna”.

De Corato, FdI: “Siamo peggio degli anni ’70”

Alla serata ha partecipato anche Andrea Arbizzoni, assessore allo sport nel comune di Monza. Arbizzoni è co-autore del fumetto dedicato a Ramelli insieme a Marco Carucci. Entrambi militanti della destra. “Noi siamo antropologicamente diversi da questi di sinistra – spiega Arbizzoni -. Penso che sia violenza quella che è stata esercitata in questi giorni. Ricordo che quando Ramelli morì alcuni consiglieri comunali di Milano fecero l’applauso. Per me Ramelli è un esempio, è sempre con me perché è un modello di militanza politica”. Per questa commemorazione sono arrivati da Milano anche esponenti regionali di FdI, come Riccardo De Corato. “Io conoscevo Ramelli – ci spiega De Corato -. E’ una vergogna tutta questa polemica che è stata fatta in questi giorni. E’ vergognoso esattamente come allora, forse peggio. Anche all’epoca dei fatti qualcuno esultò davanti alla morte di Ramelli. Oggi, invece, vogliono vietare questo ricordo”.

Lealtà e Azione: “Noi nazisti? Solo vicini alla tradizione”

Nella sala dell’Hotel abbiamo incontrato anche Ivan Pavani, referente legnanese del movimento Lealtà e Azione. E anche a lui abbiamo chiesto un commento sulle polemiche dei giorni scorsi. Ma non solo questo. Da Pavani abbiamo voluto sapere, una volta per tutte, di definire il suo movimento con sincerità. “L’accusa di nazifascismo è davvero sterile – ci spiega Pavani -. Tutti gli articoli scritti in questi giorni lasciano il tempo che trovano. Alla fine noi ci ritroviamo tutti qui per parlare di un fatto che è successo negli anni Settanta, di un ragazzo che è stato ucciso per quello che pensava. Noi siamo a commemorare un’ingiustizia subita. L’autore sta portando, con un nuovo mezzo di comunicazione, una storia oscura”. E ancora, parlando dei valori di Lealtà e Azione: “I nostri valori sono quelli della ‘comunità’. Il nostro obiettivo è rendere la persona migliore. E’ normale che all’interno di queste polemiche le accuse non stanno né in cielo né in terra. Noi siamo vicini alla tradizione e la interpretiamo secondo il nostro tempo”. Queste le parole di Pavani, tutte da interpretare.

Il presidio antifascista

Parallelamente alla serata all’Hotel, blindato dai carabinieri e dagli agenti della polizia di stato, in piazza San Magno la Rete Antifascista dell’Altomilanese si è data appuntamento per un presidio di protesta. Un presidio per dire no “al ritorno di valori d’odio e violenza”. Ma al Palace Hotel, di violenza e odio, non se ne sono visti. Ad evento concluso le polemiche sono andate scemando.

I COMMENTI