Voti ai primi cittadini: bocciato Milano, Vittuone e Turbigo i peggiori, Casorezzo supera tutti. Promozione a pieni voti per i sindaci di Arconate, Villa Cortese e Sedriano

3 GENNAIO 2018

di Redazione

MILANO – Giuseppe Sala 5: come sindaco della città il voto sarebbe pienamente sufficiente, ma il primo cittadino Pd è anche il sindaco dell’area metropolitana, della quale sembra non interessarsi minimamente. Un esempio: il pasticcio della discarica di rifiuti speciali nelle cave di Busto Garolfo e Casorezzo, dove l’ok definitivo è stato votato da Città Metropolitana, salvo poi pentirsi fuori tempo massimo.

LEGNANO – Gianbattista Fratus 6: il neo sindaco della Lega Nord è entrato a palazzo in punta di piedi, com’è nel suo stile. Per ora – è in carica da appena 6 mesi – sta cercando di capire e studia i problemi. Sulla sicurezza, tuttavia, ha già mosso i primi passi, non senza qualche risultato degno di nota. Lo aiuta un ufficio stampa efficiente.

ABBIATEGRASSO – Cesare Nai 5,5: forse deve ancora prendere confidenza con la macchina amministrativa, ma l’impronta della nuova amministrazione di centrodestra, per ora, non si vede. Nai è un sindaco presente e preparato, ma la vecchia politica che gli sta attorno non gli consente di esercitare il suo potere fino in fondo.

MAGENTAChiara Calati 5,5: Governare una città come Magenta non è facile. E una giunta di basso profilo non aiuta un sindaco neofita. Che infatti commette molti errori: dalla guerra (persa) con Corbetta alla cittadinanza onoraria (revocata) ai bimbi stranieri, fino all’occupazione dell’ufficio tecnico da parte di un assessore per un incontro di Forza Italia. Si può fare meglio.

ROBECCOFortunata Barni 6,5: Nel 2017, Barni si è dedicata soprattutto all’ordinaria amministrazione. Molto bene il via libera alla tensostruttura per le associazioni a Villa Terzaghi, mentre sulla Superstrada si è accodata alla ‘carovana’ del sì, lasciando da parte gli aspetti di tutela dell’ambiente, ma forse questa è la scelta che i suoi concittadini si aspettavano.

CORBETTAMarco Ballarini 6/7Riorganizzazione degli uffici, approvazione del bilancio 2018 in tempi record e interventi innovativi su sicurezza e viabilità. E ancora: opere pubbliche, con l’inaugurazione della pista ciclabile di Cerello e l’inizio dei lavori della sala polifunzionale. Un consiglio:da ‘rivedere’ il rapporto con colleghi e dipendenti.

SANTO STEFANODario Tunesi 5+: Da sempre vicino ai giovani e al mondo della scuola, da sottolineare i numerosi interventi di sistemazione delle elementari e della palestra, oltre all’introduzione di un nuovo corso di inglese. Piccole cose, perché sulle grandi Tunesi lascia molto a desiderare. Il lavoro lo porta spesso lontano dal paese e le decisioni amministrative subiscono ritardi.

MARCALLOMassimo Olivares 6,5Apprezzato dai cittadini e conciliante con le opposizioni, Olivares non può che essere promosso alla vigilia del penultimo anno da sindaco. Unica pecca il lungo braccio di ferro con la Prefettura sulle discutibili ordinanze anti-profughi e anti-accattonaggio, ‘perso’ da Olivares, a cui però si riconosce il coraggio di essersi fatto valere contro l’ente superiore.

BOFFALORACurzio Trezzani 6,5: Sempre attivo per i suoi concittadini, l’operato di Trezzani ha, anche quest’anno, un’unica, grande, pecca: la Variante di Pontenuovo. Se
la sua posizione appare chiara, sembra invece incerto il modo in cui l’argomento è stato affrontato: nessuna assemblea ufficiale con i cittadini e nessun coinvolgimento delle opposizioni. Sufficiente, ma si può fare meglio.

MESEROFilippo Fusé 6- : Poche polemiche e una discreta gestione dei conti non fanno una buona amministrazione. Lo sa bene Fusè, che pur mantenendo una straordinaria quiete in città risulta inconcludente su molti fronti. Pagano la difficoltà a imporsi coi funzionari comunali e il ritardo mostruoso di importanti opere pubbliche (come la scuola, il cimitero e l’ambulatorio).

OSSONAMarino Venegoni 5+: Perdere un pezzo di maggioranza ed essere sommersi di scandali (dai terreni dei consiglieri al caos sull’edilizia, compreso il presunto conflitto dell’assessore Francesca Monno) non è stata una buona pubblicità per Venegoni. Nonostante ciò, gli si riconosce l’ambizioso piano di manutenzione pubblica e il ‘tener banco’ contro le agguerrite opposizioni cittadine.

ARLUNOMoreno Agolli 5,5: Vincere sempre le elezioni non fa bene e Agolli ne è una dimostrazione. La voglia di fare si è assopita e non c’è stata nessuna presa di posizione
netta su due argomenti importanti, come gli arresti di ‘ndrangheta di giugno e la discarica nel Parco del Roccolo. E in municipio le cose non vanno meglio: un’ex dipendente chiede 180.000 euro di danni per mobbing.

SEDRIANOAngelo Cipriani 7: Nonostante l’inesperienza politica, Cipriani è promosso a pieni voti. Ha saputo tener testa alla ‘vecchia’ politica locale su temi importanti come l’Area Feste ed è sempre disponibile al dialogo con i cittadini, anche sui social network. Bisogna ancora lavorare sulla ‘forma’, forse, ma sul contenuto ci siamo.

VITTUONEStefano Zancanaro 4: Su una cosa Pd e Forza Italia sono d’accordo: è il sindaco peggiore della storia di Vittuone. Forse è troppo, ma di certo il primo cittadino leghista, in carica da giugno 2016, infila uno sfondone dietro l’altro. Tanto che persino la sua maggioranza si sta sfaldando. Il 2018 è cruciale: o il sindaco cambia registro o, l’anno prossimo, non mangerà il panettone.

BAREGGIOGiancarlo Lonati 5: A pochi mesi dalle elezioni Lonati sembra essersi risvegliato da un lungo torpore, in cui poco o nulla è stato fatto per il paese. Ora tutti al lavoro, per raccogliere voti: ma basterà questo, rifare qualche strada e riempire di soldi le associazioni, per convincere i cittadini a votarlo di nuovo la prossima primavera? Oppure peseranno di più questi 4 anni di ‘sonnolenza’?

ARCONATEAndrea Colombo 7: Alcuni dei suoi assessori fanno il minimo sindacale, spesso neppure quello. E la sua maggioranza, di politica, sembra capire poco. Eppure l’amministrazione funziona bene, ha realizzato una nuova piazza e si appresta ad approvare la nuova biblioteca. Merito di un sindaco che parla poco e lavora tanto.

CASTANO PRIMOGiuseppe Pignatiello 6- : Il sindaco, presente in modo capillare in municipio e tra la gente, è riuscito a realizzare tante opere e ha cambiato il volto del paese. Tuttavia paga ancora alcuni ‘pasticci’, come quello della moschea prima concessa e poi negata ai pakistani e la gestione incerta dell’accoglienza dei profughi. Può migliorare.

CUGGIONOMaria Teresa Perletti 5,5L’impegno è massimo, ma il sindaco paga le divisioni interne alla coalizione di maggioranza, tra Lega Nord e Forza Italia, che non le permettono di governare con serenità. Eletta da pochi mesi, Perletti deve fare i conti anche con l’inesperienza di una parte del suo gruppo. Le serve del tempo per crescere.

BERNATEOsvaldo Chiaramonte 6: Impegnato nel non facile compito di fare il sindaco di due ‘quasi’ paesi (Bernate e Casate), Chiaramonte se la cava bene. L’ordinaria amministrazione è il suo forte e, nelle piccole realtà, è essenziale saperla condurre bene. L’opposizione lo accusa di essere ‘un uomo solo al comando’ e questo, almeno in parte, è vero.

INVERUNOSara Bettinelli 7- : Bettinelli, ormai in politica da diversi anni, sta governando il paese con solidità, rispondendo punto su punto alle critiche delle opposizioni. La percezione, tra i cittadini, è di un sindaco sempre presente e comunque attento alle problematiche della città. La sua carriera, in futuro, potrebbe addirittura proseguire a Roma.

TURBIGOChristian Garavaglia 3Parole tante, anzi troppe. Fatti zero. Il secondo mandato del sindaco più di destra del territorio è caratterizzato dal nulla assoluto. Eppure il Comune ha appena incamerato 5 milioni di euro dal contenzioso con la Centrale Termoelettrica. Soldi da spendere in opere pubbliche. Invece mancano i progetti, le idee. Insomma, manca tutto. A parte l’arroganza.

ROBECCHETTOGiorgio Braga 6+: E’ un sindaco a cui piace stare in mezzo alla gente. Finora, in un anno e mezzo di mandato, ha fatto bene, gettando le basi di molti progetti. Tuttavia non è piaciuta la sua difesa a oltranza di un assessore dal carattere troppo esuberante, accusato da una cittadina di averla aggredita verbalmente.

MAGNAGOCarla Picco 4,5: Il sindaco è nella bufera per l’affare della costruzione della nuova casa di riposo: la sua giunta targata Pd è in trattativa con Fondazione Mantovani, al centro della nuova inchiesta per peculato e false fatturazione che ha colpito Mario Mantovani. Ma per Picco il problema non esiste: “Operazione opportuna”. Incommentabile.

VANZAGHELLOLeopoldo Giani 5+: Giani è ormai un sindaco ‘azzoppato’ e al tramonto. Non si ricandiderà nel 2019 e non riesce più a imporsi come leader della sua litigiosa maggioranza. Singolare la vicenda della del nuovo assessore: Giani ha dovuto indire dei ‘casting’ in municipio per trovare un nuovo membro della giunta. Da non crederci.

BUSCATEFabio Merlotti 6,5: Sindaco abile e intelligente: in un anno di Amministrazione è riuscito ad aumentare il suo consenso e a rendere quasi ‘inoffensive’ le opposizioni. La percezione della gente è quella di un sindaco presente in paese. Unico neo: l’appartenenza a ‘Noi Repubblicani’ di Mario Mantovani. Per una lista che si dichiara ‘civica’ non è proprio il massimo.

DAIRAGOPaola Rolfi 4,5: Con lei qualsiasi progetto si dilunga. Dà l’impressione di non sapere come muoversi all’interno della macchina amministrativa e il dialogo non è certo il suo punto forte. Non risponde a nessuno: opposizioni, associazioni e, in genere, i cittadini da tempo si lamentano di non ricevere alcun riscontro dal sindaco.

VILLA CORTESEAlessandro Barlocco 7: Nel complesso si è mostrato un sindaco attento alle problematiche del paese e alle esigenze dei suoi concittadini. Disponibile al dialogo, ha sempre cercato di risolvere le questioni in maniera pacifica, mettendo tutti d’accordo, proponendo soluzioni condivise anche dalla minoranza.

CASOREZZO Pierluca Oldani 7+: Dall’inizio del suo mandato ha lottato contro la cava Solter. Si è sempre impegnato nel dialogo con i cittadini e ha puntato anche sul commercio locale. A parte qualche piccolo intoppo, e malgrado il fardello delle Cave, ha dimostrato di riuscire ad amministrare Casorezzo con dedizione e serietà.

BUSTO GAROLFOSusanna Biondi 6: Luci e ombre. Da un lato le lotte contro la discarica, la risoluzione del caso Daf e la grande rinascita del mondo associazionistico. Dall’altro i pochi fondi di cui l’amministrazione dispone per le opere
pubbliche e i rapporti problematici con le opposizioni, alcune categorie di cittadini
e la stampa. E’ permalosa. Troppo.

PARABIAGORaffaele Cucchi 5: Le tensioni interne con la maggioranza  e l’ombra del rimpasto di giunta, la recente questione delle rette della casa di riposo ‘Albergo del Nonno’ e il semaforo ‘killer’ della frazione di San Lorenzo sono decisivi passi falsi a fronte dei molti interventi che la sua amministrazione, nel giro di due anni, ha svolto nel territorio.

CANEGRATERoberto Colombo 5,5Riconfermato per un altro mandato nel 2017, avrà modo di portare a termine progetti lasciati in sospeso dalla sua precedente amministrazione. Ma la vittoria alle elezioni è arrivata solo grazie alla divisione del centrodestra. Colombo – simbolo della vecchia politica – lo sa, tanto da flirtare di continuo con Forza Italia.