Musica e Cultura – ‘RugbySound’ al Castello? Decolla la ‘pazza idea’

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A destra, una serata dell'ultima edizione del 'RugbySound' a Parabiago. A sinistra, il castello di Legnano

‘RugbySound’, uno dei festival estivi più importanti della Provincia di Milano, è sempre più vicino ad abbandonare Parabiago, dove militano le varie squadre e dove l’evento si svolge dal 2007. Spunta così l’ipotesi Castello di Legnano: sarebbe una location fantastica. Ma una domanda resta inevasa: come può l’amministrazione comunale parabiaghese lasciare che un evento di tale prestigio levi le tende? In questi mesi il Comune non è stato in grado di trovare un luogo idoneo a ospitare il festival. E questo, in tutta onestà, è scandaloso

8 GENNAIO 2017

di Lorenzo Rotella

LEGNANO (MILANO) – Se ne parla da qualche settimana, ma l’intera città è in subbuglio per via della notizia. Il ‘RugbySound’, il festival estivo più importante dell’Altomilanese e fra i più rilevanti dell’intera provincia, è sempre più vicino al trasferimento. Non soltanto dal campo sportivo Venegoni Marazzini – dove ora militano le varie squadre e dove l’evento si svolge dal lontano 2007 – ma anche dal territorio di Parabiago.

Ipotesi Castello

Tra le probabili ipotesi, pare Legnano la nuova stazione d’approdo della kermesse. E se pochi giorni fa l’opzione più logica poteva essere il campo sportivo di calcio ‘Giovanni Mari’, ora si fa largo l’opzione più suggestiva del Castello di Legnano. Siamo sempre nel campo delle probabilità e naturalmente anche qui, come nel caso dello stadio Mari, non è pervenuta alcuna dichiarazione ufficiale. Di certo, l’idea di un ‘RugbySound’ che sbarca al Castello piace a molti: la location sarebbe magnifica e darebbe lustro, oltre che al festival, anche alla città di Alberto da Giussano.

L’annuncio

La notizia di un probabile trasferimento del grande evento estivo aveva agitato e scosso gli animi di tutti i cittadini parabiaghesi, che si sono sentiti in dovere di esprimere il loro disappunto per la fuga di un polo culturale come il ‘RugbySound’, capace di richiamare centinaia di migliaia di giovani. La voce del popolo si è alzata così tanto che persino la pagina Facebook del festival si è sentita in dovere di dare la sua opinione in merito: “Nell’era dei social network a volte un ‘post’ conta più del ‘fare’ e le parole contano più dei fatti. Notiamo che alcuni nostri amati concittadini sembra abbiano smarrito un po’ il senso del ‘RugbySound’. Il ‘RugbySound’ non è numeri, cifre, dati. Il ‘RugbySound’ è il Rugby Parabiago. Non avrà nessuna importanza il ‘dove’, quello che conta è il ‘come’, il ‘chi’, ma soprattutto il ‘perché’”. Inoltre, dopo questo annuncio spunta un comunicato stampa in cui l’associazione dichiara ufficialmente di essere in contatto con i comuni del territorio per cercare una nuova location.

L’amarezza

Da questo si evince, con una certa amarezza, che Parabiago non sembra fare pressioni per trattenere il ‘RugbySound’ tra le mura della propria città. Il sindaco Raffaele Cucchi, infatti, ha più volte dichiarato che, finché non riceverà le direttive per la nuova location da parte degli organizzatori del festival, non metterà becco nella vicenda e soltanto dopo quella comunicazione darà o meno il proprio consenso. Resta dunque da vedere innanzitutto, a conti fatti, se al momento dell’ufficialità il primo cittadino acconsentirà al trasferimento o se cercherà di patteggiare con i dirigenti un altro luogo. Intanto, anche se può sembrare un ossimoro, l’unica certezza sono le ipotesi in questione. Legnano è in prima linea come città papabile per ospitare l’evento, e il Castello di Legnano – ossia l’area verde dietro al grande edificio storico – sembra il luogo ideale dove poter inserire il festival. Ma passerà altro tempo prima che venga presa una decisione.

Il dubbio

C’è da chiedersi, in ogni caso, perché l’amministrazione comunale di Parabiago non stia facendo tutto il possibile per trattenere il più importante festival estivo del territorio, motivo di orgoglio per tutti. In tutta onestà, si fatica a comprendere l’atteggiamento della giunta leghista, che sembra indifferente di fronte agli eventi.

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