In un video del 5 dicembre 2011, a Palermo, il sociologo Carlo Petrini (fondatore di Slow Food) pronuncia parole illuminanti. Che vale la pena di diffondere

17 DICEMBRE 2017

di Ersilio Mattioni

MILANO – In un video del 5 dicembre 2011, a Palermo nel corso del convegno ‘Alimentazione: produzioni tradizionali e cultura del territorio’, il gastronomo e sociologo Carlo Petrini (fondatore di Slow Food) pronuncia parole illuminanti. Che vale la pena di riascoltare e diffondere.

Manca l’acqua

“La situazione agricola in Italia, in Europa e nel mondo è drammatica. Vige un sistema alimentare criminale, fondato su un iperproduttivismo, comincia a dare i segni di una sofferenza in campo ambientale e sociale. Il suolo è sempre meno fertile. Manca acqua. E l’agricoltura intensiva ha un consumo smodato di acqua”.

Il latte impoverito

“Il latte viene portato nelle industrie e scremato. Quel latte impoverito viene messo nei cartoni e venduto a 1 euro. Se poi ci aggiungiamo l’Omega 3, allora lo vendiamo a 1,60 euro. Al contadino vanno 26 centesimi. Ma di cosa stiamo parlando? Questa è alimentazione?”

Buttiamo il 45% del cibo prodotto

“Produciamo cibo per 12 miliardi di viventi, siamo 7 miliardi sulla terra e 1 miliardi non mangia. Il 45% del prodotto mangiabile viene buttato via. In Italia, alla fine degli anni ’50, il 50% della popolazione era contadino. Oggi è il 3%, di cui la metà ha più di 65 anni. In futuro, non mangeremo computer”.

Baciare il cibo

“Il cibo ha perso valore. E’ solo prezzo. In tutto il Mediterraneo, quando il pane cadeva per terra, si raccoglieva e si baciava. Ma dov’è finita questa sacralità? Il discorso della terra sta diventando esiziale. E il ritorno alla terra, oggi, è la più grande sfida che l’umanità ha davanti a sé”.