A Parabiago, nel Milanese, gli ambulatori sono pieni: cittadini costretti a trovare un dottore a chilometri di distanza

12 SETTEMBRE 2018

di Alessandro Casali

PARABIAGO (MILANO) – Tra Parabiago e Nerviano non c’è più un medico di base disponibile, salvo ‘temporanee eccezioni’. Chiunque abbia bisogno di scegliere un nuovo dottore si trova costretto a migrare nei comuni limitrofi. La situazione è degenerata di recente, quando alcuni medici della zona – come il dottor Bruno Dellavedova – sono andati in pensione senza essere sostituiti: così molti pazienti hanno occupato i restanti posti disponibili presso gli ambulatori parabiaghesi, esaurendoli in poco tempo.

L’odissea dei cittadini

Un cittadino ha espresso il proprio disappunto e raccontato la sua vicenda su Facebook: “A Parabiago non c’è più un medico di base libero. Mia moglie aveva un dottore che è andato in pensione e ora, all’ufficio Scelta e Revoca di Legnano, le è stato detto che ne potrà scegliere uno nuovo solo a Cerro Maggiore o a San Vittore Olona. E’ mai possibile? È questa la sanità di eccellenza della Lombardia?”. Questa carenza di dottori crea considerevoli disagi soprattutto tra i pazienti che hanno maggiori difficoltà a spostarsi o che sono affetti da disabilità fisiche o cognitive.
Fuori dal vecchio ospedale di Legnano, dove si trova l’ufficio di Scelta e Revoca, una signora ci ha confidato: “Sto provando a cambiare medico da alcuni mesi, senza riuscire a trovarne uno a Parabiago. Andare fuori dal Comune di residenza può non rappresentare un problema in condizioni normali, ma io, con un familiare disabile da aiutare, trovo questa situazione insopportabile”. Tutto questo impedisce alle persone di selezionare il proprio medico curante in base alle legittime preferenze personali, poiché la scelta del dottore risulta obbligata per mancanza di alternative.

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L’ufficio Scelta e Revoca di Legnano

Dagli uffici di Legnano nessuna soluzione in vista

Abbiamo contattato l’ufficio di Scelta e Revoca, per sapere se sono previste nuove assunzioni tra i medici per superare queste difficoltà, ma al momento non si hanno informazioni in merito. Va però detto che il problema riguarda tutta l’Italia, Lombardia in primis. Entro cinque anni, infatti, 14 milioni di italiani rischiano di rimanere senza medico di base, ed entro dieci avremo un saldo negativo tra nuovi dottori e pensionamenti di oltre 20 mila unità. Insomma, questi numeri – forniti dalla Federazione italiana medici di medicina generale – parlano chiaro: in Italia l’assistenza primaria è in emergenza.

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