Nel 2013 lo scioglimento per mafia, Forza Italia fuori dal Consiglio. Il sindaco è un maresciallo della Finanza

16 NOVEMBRE 2015

di Ersilio Mattioni

SEDRIANO (MILANO) – Era salito alla ribalta nazionale per un primato negativo, un’onta: il primo comune in Lombardia sciolto per mafia. Ora, due anni e un mese dopo, la piccola Sedriano, 11 mila abitanti nell’hinterland milanese, si riscatta e torna a occupare la scena nazionale, diventando un laboratorio politico in vista delle elezioni di Roma e Milano, per via di un altro record: la prima cittadina lombarda con un sindaco a 5 Stelle, vittorioso per soli 39 voti (con l’affluenza più bassa della storia, il 59%) su un Pd supponente che ha rifiutato l’alleanza a sinistra. Il nuovo sindaco è Angelo Cipriani, 45 anni (nella foto di Francesco Maria Bienati), candidato anche per la sua professione: è un maresciallo della Guardia di finanza in un territorio dove 19 persone, tra cui l’ex sindaco Pdl Alfredo Celeste (per lui sono stati chiesti 3 anni e 6 mesi per corruzione), furono arrestate nell’ottobre 2012 nell’inchiesta sul voto di scambio politico-mafioso.

Eppure, a quattro giorni dal voto, un terremoto ha scosso il movimento di Beppe Grillo, quando è stato svelato il passato ingombrante di un candidato: Gabriele Panetta, 50 anni, calabrese. Negli anni ’80 ha conosciuto e frequentato il boss della ‘ndrangheta Rocco Musitano: era con lui la sera in cui il capo clan fu ucciso in un agguato. Pronto intervento del senatore ‘grillino’ Luigi Gaetti (vicepresidente della Commissione Antimafia) e del capogruppo 5 Stelle in Regione Lombardia, Stefano Buffagni, che gli hanno fatto firmare la rinuncia alla candidatura, nonostante Panetta non sia mai stato indagato. Ciò nonostante è stato eletto. Ma ha subito rassegnato le dimissioni.

A Sedriano è successo in piccolo quello che potrebbe verificarsi in grande: dal capoluogo lombardo alla capitale, fino alle elezioni nazionali. Buffagni, che dopo la vittoria ha mandato un sms a Gianroberto Casaleggio, il guru dei ‘grillini’ che ha la sua base operativa proprio a Milano, gongola: “Dopo l’illegalità i cittadini scelgono noi. E’ un segnale per l’intera Lombardia e per il nord. Siamo pronti per governare Roma e la Lombardia”.

Ai pentastellati è bastato il 29,90% contro il 29,16% di un Pd convinto di essere autosufficiente, che ha fatto a meno di Sel e della civica Sinistra di Sedriano (6,35%). La vittoria dei ‘grillini’ è figlia anche della corsa solitaria della Lega Nord (19,09%) e del crollo del centrodestra: Forza Italia-Fratelli d’Italia hanno totalizzato il 5,24%, restando fuori dal consiglio comunale. Sulla debacle ha pesato sia lo scioglimento per mafia del 2013 sia l’arresto dello scorso 13 ottobre per corruzione, concussione e turbativa d’asta dell’ex vicepresidente della Lombardia, Mario Mantovani, berlusconiano di ferro e politico di riferimento nei comuni a nord di Milano. Sembra averlo compreso la deputata azzurra Elena Centemero: “Il risultato di Sedriano è un campanello d’allarme e un avviso di quello che accadrà in molti comuni italiani”.