L’8 marzo inizia il procedimento penale per Alfredo D’Argenio e la moglie, la farmacista di Pontevecchio, Ornella Pesenti. Nel mirino della Procura un giro di soldi dal 1,5 milioni di euro:    il ‘professionista’ ha richiesto rito abbreviato

23 GENNAIO 2018

di Riccardo Sala

MAGENTA (MILANO) – Inizierà l’8 marzo 2018 il processo vero e proprio verso Alfredo D’Argenio, il finto commercialista della ‘Magenta bene’ imputato per aver truffato i suoi clienti per 1 milione di euro e di aver evaso per tasse per altri 500.000 euro. Nello stesso procedimento anche la moglie, la farmacista della frazione ‘Pontevecchio’ Ornella Pesenti, il fratello Massimo D’Argenio e ad altri 3 imputati.

Le accuse

Secondo la Procura il contabile avrebbe operato abusivamente dal 2009 al 2014, anno di partenza dell’inchiesta, mancando di versare le imposte di più di 100 clienti (quasi tutti commercianti e imprenditori dl Magentino) ed evitando di dichiarare al fisco le somme incamerate. Il ‘professionista’ dovrà così rispondere di numerosi reati, come truffa, distruzione di documenti contabili, esercizio abusivo della professione ed emissione di fatture false. Così come Massimo D’Argenio, a processo per emissione di fatture false, prodotte in concorso con il fratello per evadere le tasse. La farmacista Pesenti sarà invece chiamata a giustificare un gran numero di prelievi e versamenti non autorizzati nelle casse del dispensario comunale. Gli ultimi 3, tutti imprenditori (tra cui Giovanni Magni, detto ‘marmurin’, marmista di Vittuone), sono infine imputati per finte fatture e distruzione di documenti.

Indagini e processo

L’inchiesta parte alla fine del 2014, quando alla Guardia di Finanza giungono numerose denunce da parte dei clienti di D’Argenio. In quel periodo commercianti e piccoli imprenditori avevano infatti ricevuto degli avvisi dall’Agenzia delle Entrate, vedendosi contestare il mancato pagamento delle tasse degli anni precedenti. Le risposte evasive del falso contabile hanno fatto mangiare la foglia ai clienti, che non ci hanno messo molto prima di rivolgersi alle autorità. Le Fiamme Gialle hanno così sequestrato l’intera documentazione del professionista nel suo storico studio di via IV Giugno, scoprendo il giro di soldi milionario e le strane transazioni che la moglie operava sui conti della farmacia.

Nel 2016 è iniziato il procedimento preliminare, concluso nel novembre del 2017 con la richiesta di rito abbreviato da parte di Alfredo D’Argenio, del fratello Massimo e Giovanni Magni. Ornella Pesenti e gli altri due imprenditori hanno invece preferito seguire il processo ordinario. Solo 4 le costituzioni di parte civile. Tra queste anche il Comune di Magenta, che chiede un risarcimento (per ora non quantificato) alla farmacista per il danno d’immagine inflitto all’ente. Pesenti infatti non solo gestisce il dispensario nella frazione di Pontevecchio, ma fino a un mese fa abitava insieme al marito in un appartamento del Comune, assegnata in modo gratuito alla coppia come ‘benefit’ per l’incarico.

Poche le speranze, da parte degli ex clienti, di un risarcimento per le perdite economiche subìte (alcune, tra tasse arretrate e multe, anche superiori ai 250.000 euro). Il falso contabile è nullatenente e disoccupato. L’unico immobile nelle disponibilità della coppia è lo studio in centro, ma è intestato alla figlia Marta D’Argenio, estranea all’inchiesta e residente a Capo Verde.

Il caso Jorillo

La situazione più eclatante tra le vittime del falso commericalista è quella del magentino Hans Jorillo, ex imprenditore nell’ambito dei trasporti. Finito sul lastrico per colpa del falso commercialista chiese soldi a tasso d’usura a Mario Catanzaro, ex proprietario pregiudicato del bar ‘Gustalo Caldo’ in piazza Liberazione e tutt’ora ai domiciliari per estorsione. Jorillo fu picchiato selvaggiamente per non aver consegnato la somma nei tempi prestabiliti. Dopo l’ennesimo sopruso l’imprenditore si rivolse ai Carabinieri, che nel settembre del 2016 arrestarono Catanzaro. Oltre il danno, la beffa.

 

 

 

 

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