Il caso – Vigili ‘in affitto’: da oggi la Polizia locale si paga

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La Polizia locale da oggi si paga: Boffalora Sopra Ticino comune apripista dell'Altomilanese

I comuni privatizzano la Polizia locale: a pagare alcuni servizi degli agenti saranno i cittadini. E’ Boffalora sopra Ticino il primo comune dell’Altomilanese ad aver adottato il provvedimento. Il sindaco: “E’ l’unico modo per pagare gli straordinari ai nostri vigili”

31 LUGLIO 2017

di Francesca Ceriani

BOFFALORA (MILANO) – Polizia locale trasformata in vigilanza privata: a pagare i servizi degli agenti saranno i cittadini. A fare da apripista, nei nostri dell’Altomilanese, è la piccola Boffalora sopra Ticino che, proprio nei giorni scorsi, ha approvato le modifiche al regolamento della Polizia locale, prevedendo la possibilità di privatizzare alcuni servizi dei vigili, mettendoli a carico dei residenti che li dovessero richiedere.

Il regolamento

“Previa autorizzazione dell’amministrazione comunale e conformemente alla vigente normativa per gli incarichi esterni – si legge nel nuovo articolo del regolamento – potranno essere svolti da parte degli agenti servizi anche presso privati richiedenti. I servizi verranno autorizzati, sentito il parere del comandante e, qualora non venga pregiudicata la funzionalità e l’efficienza del servizio reso nel comune”. In altre parole, i vigili verranno ‘prestati’ alle famiglie che ne faranno richiesta e le stesse provvederanno a pagare gli agenti sulla base di un tariffario deciso dalla giunta. La bizzarra iniziativa persegue lo scopo di provvedere agli straordinari della Polizia locale attingendo dalle tasche dei cittadini, dal momento che le pubbliche amministrazioni non hanno risorse sufficienti per provvedere in proprio.

I servizi

Ma quali servizi possono essere ‘affittati’? A Boffalora ancora non si sa, perché la maggioranza di centrodestra ha per ora deliberato soltanto questa sorta di privatizzazione, senza specificarne né i dettagli né i costi. Tanto che in aula, durante il consiglio comunale di lunedì 17 luglio, è scoppiata la bagarre. “In questo provvedimento – ha dichiarato Angelo Mongelli, capogruppo del centrosinistra – non vengono indicati in modo chiaro e dettagliato quali servizi potranno essere effettuati a pagamento e quali no. Sulla base di cosa votiamo? E’ una delibera zoppa; negli altri comuni, come Mortara per esempio, la delibera è stata approvata in consiglio comunale con tutti i servizi specificati e soggetti a pagamento”.

Parla il sindaco

Il sindaco leghista, Curzio Trezzani, ha replicato spiegando le ragioni della scelta: “Il fondo per gli straordinari è diminuito e, di conseguenza, ci sono difficoltà a erogare tutti i servizi richiesti, perché dobbiamo limitare le spese in base al bilancio del comune, tenendo conto della scarsità di risorse che lo Stato ci trasferisce. Inoltre, non abbiamo specificato i servizi perché, come previsto dalla legge nazionale, possono essere solo di tipo viabilistico e legati all’ordine pubblico”.

Cittadini tartassati

Polemiche politiche a parte, rimane da svolgere una riflessione, che riguarda le tasse già pagate dai cittadini proprio per avere i servizi di primaria importanza – tra cui, ovviamente, la sicurezza – dai loro governanti. E allora, perché la popolazione dovrebbe pagare due volte? Se Boffalora fa da apripista, ci si chiede quali altri comuni dell’Altomilanese seguiranno il suo esempio. Tuttavia rimane alto il rischio di costruire una società assai squilibrata, dove soltanto i ricchi potranno vivere tranquilli in virtù dei lori mezzi economici, i quali consentiranno alle famiglie facoltose di ‘comprare’ la propria incolumità e, di conseguenza, di proteggere i propri beni materiali. Detto in altro modo, di garantirsi quel senso di sicurezza che, nelle nazioni civili, dovrebbe essere assicurato a ogni cittadino.

I precedenti

Boffalora è il primo comune dell’Altomilanese ad aver scelto di privatizzare alcuni servizi della Polizia locale, ma si possono citare due precedenti importanti: i comuni di Mortara (15.000 abitanti in provincia di Pavia) e di Sesto San Giovanni (oltre 80.000 abitanti, alle porte di Milano). Se il provvedimento di Mortara risale al 2013, più recente è quello di Sesto, dove a giugno i cittadini, dopo 72 anni di governi di sinistra, hanno eletto il primo sindaco di centrodestra. In entrambi i casi, così come in tutti i comuni che hanno deciso di privatizzare alcune delle funzioni dei vigili, i servizi richiesti e autorizzati vengono espletati dal personale del comando di Polizia locale, fuori dal normale orario, con un minimo garantito di prestazione e con costi a carico del privato richiedente.

Sesto San Giovanni e Mortara

A Sesto le tipologie dei servizi richiesti sono i seguenti: scorta ai convogli eccezionali, disciplina della viabilità nei centri commerciali in particolari periodi dell’anno e in determinati giorni della settimana, assistenza per consentire riprese cinematografiche per strada e per consentire il posizionamento notturno di veicoli a uso speciale (come per esempio le autogrù). A Mortara il pagamento è previsto per servizi diretti a regolare il traffico in occasione di iniziative e manifestazioni e in tutti quei casi in cui viene richiesta la modifica alla viabilità ordinaria. In entrambi i comuni le tariffe che i cittadini sono tenuti a corrispondere vengono scelte in base alle decisioni della giunta, seguendo alcuni criteri specifici, tra cui i tipi di veicoli utilizzati e il grado rivestito dai vigili.

La scelta

Questa, quindi, la direzione presa da quei comuni che, per riuscire a ‘tirare a fine mese’ e pagare gli straordinari della Polizia locale, chiedono ancora sacrifici ai cittadini. Resta da capire se la popolazione apprezzerà la possibilità di ‘affittare’ un agente per i propri bisogni oppure se preferirà – come già molti fanno – rivolgersi a chi, la vigilanza privata, la fa come mestiere.

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